L’inganno di Paul Breitner

“L’arte per l’arte, l’arte al di sopra delle classi, l’arte al di fuori della politica e indipendente da essa in realtà non esiste.”

Mao Tse-Tung
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Il conflitto israelo-palestinese e il calcio – Parte 2

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Il debutto, nel 1963, di Hassan Bastuni era un evento destinato a fare storia: non perché come calciatore fosse particolarmente promettente, ma perché era un arabo che vestiva la maglia di una nota squadra di prima divisione, il Maccabi Haifa. I primi decenni di vita dello Stato di Israele sono stati segnati, nonostante i conflitti con il mondo arabo, da vari tentativi di integrazione sostenuti dalla sinistra, al governo interrottamente dal 1948 grazie al partito Mapai, che dal 1968 si trasformerà nel Partito Laburista. E tra i primi deputati della Knesset eletti con Mapai negli anni Cinquanta c’era anche Rostam Bastuni, primo politico arabo-israeliano e zio di Hassan Bastuni.

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Storia di un esodo: l’Olanda

Anche se se ne parla molto di rado, la grande storia del calcio olandese non nasce con il totaalvoetbal degli anni Settanta, e nemmeno con la prima finale di Coppa dei Campioni raggiunta dall’Ajax nel 1969. In epoca di calcio decisamente non-totale, i Paesi Bassi erano già riusciti a ottenere alcuni importanti risultati internazionali, concentrati nei primi tre decenni del Novecento. Ma solo diverso tempo dopo i loro campioni si sarebbero riversati nei principali campionati europei.

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Ma ve la ricordate la Superlega?

Chissà in futuro come verranno raccontati i due giorni che avrebbero dovuto cambiare il mondo (del calcio) e invece no. Chissà se verranno ricordati, soprattutto. Anche perché il fallimento della Superlega, tanto quanto la sua eventuale nascita, non ha causato alcun significativo mutamento allo stato del calcio europeo. Anzi, mai rivoluzione o controrivoluzione sono state così avare di conseguenze concrete.

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Essere Antoine Griezmann

La Francia ha sempre avuto un rapporto ambiguo, con Antoine Griezmann. Forse perché un talento così eccezionale è riuscito, non si sa come, a passare inosservato dalla ramificata struttura del calcio giovanile transalpino, finendo a vivere da esule oltre confine fin da quand’era un ragazzino. È un francese strano, Griezmann, spesso frainteso (come d’altronde pare essere sempre stato frainteso al Barcellona, dove gioca, senza per la verità il successo sperato, dal 2019).

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Kosovo: giochiamo, quindi siamo

La sera del 22 giugno 2018, a Kalinigrad si sfiora una crisi diplomatica: la Serbia va in vantaggio, ma poi viene rimontata e sconfitta dalla Svizzera, con gol di Granit Xhaka e Xherdan Shaqiri. Festeggiando i loro gol, i due svizzeri fanno un gesto unendo le mani a imitare la forma di un’aquila, e i serbi capiscono subito che si tratta di una provocazione contro di loro, contro tutto il loro paese. Xhaka e Shaqiri sono svizzeri, ma origine kosovara, la terra contesa tra albanesi e serbi e che a fine anni Novanta fu teatro di una guerra sanguinosa.

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Matateu, l’ottava meraviglia

“Gli uomini neri come me / non chiedono di nascere / né di cantare. / Ma nascono e cantano / perché la nostra voce è la voce incorruttibile / dei momenti di angoscia senza voce / e dei passi trascinati nelle vecchie fattorie.”

José Craveirinha
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