Il giovane turco

“Il rapporto tra un atleta e la società è simile a quello tra un padrone e uno schiavo. Anche il calcio necessita di un processo di democratizzazione.

Metin Kurt
Continua a leggere “Il giovane turco”

La radicalizzazione di Matt Le Tissier

Pochi giocatori hanno incarnato il calcio inglese degli anni Novanta quanto Matthew Le Tissier, o Matt Le God, fenomenale giocoliere dal fisico totalmente sgraziato, per 16 anni simbolo del Southampton. Nell’epoca in cui sorgeva la Premier League, un campionato zeppo di stelle internazionali e allenatori rivoluzionari, Le Tissier tenne l’Inghilterra ancorata a una tradizione di iconici campioni di provincia, capaci di stabilire record su record senza vincere un trofeo e vestendo la maglia della Nazionale solo per delle comparsate. Una delle più sincere figure romantiche del calcio contemporaneo, al punto che non si vorrebbe credere che sia la stessa persona che oggi vaneggia sui social di complotti e altre baggianate destrorse.

Continua a leggere “La radicalizzazione di Matt Le Tissier”

Gudmundsson, l’islandese del Milan che voleva essere Presidente

Nel 1975, il mondo si ritrovò quasi inconsapevolmente sull’orlo di una grave crisi politica originata in un remoto angolo del Nord Europa: l’Islanda contestava al Regno Unito lo sfruttamento di zone di pesca nel Mare del Nord che riteneva spettassero a lei. La faccenda poteva sembrare cosa di poco conto, se non fosse che il governo islandese minacciava di chiudere la base militare di Keflavík, ritenuta dalla NATO un risorsa fondamentale in caso di una guerra contro l’Unione Sovietica. Tra i membri della maggioranza parlamentare che sostenevano la radicale azione islandese c’era anche il 51enne Albert Guðmundsson, deputato eletto per i liberali del Partito dell’Indipendenza (il Sjálfstæðisflokkurinn) e una delle persone più famose del paese: era stato infatti il più grande calciatore della storia islandese.

Continua a leggere “Gudmundsson, l’islandese del Milan che voleva essere Presidente”

Come la Lazio è diventata la squadra dei fascisti

Il 6 gennaio 2005, Paolo Di Canio celebrava la vittoria della sua Lazio nel derby contro la Roma salutando la curva con il braccio teso. Il gesto era quello del cosiddetto saluto romano (che di romano non ha assolutamente nulla, ma questa sarebbe un’altra storia), segno identificativo dell’estrema destra italiana fin dagli anni Venti. Nonostante il coro di polemiche che seguì quel gesto, nessuno si sorprese veramente, nemmeno quando il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi lo difese dicendo: “Non è fascista, lo fa solo per i tifosi”. La Lazio, infatti, è storicamente considerata la squadra fascista per eccellenza.

Continua a leggere “Come la Lazio è diventata la squadra dei fascisti”

Bernard Tapie, ascesa e declino del re di Marsiglia

Alla fine del 1985, la situazione dell’Olympique Marsiglia era tranquillamente definibile come “tragica”. Non solo perché erano nove anni che non vinceva un titolo, e in mezzo aveva vissuto quattro stagioni di seconda divisione e una liquidazione giudiziaria; la squadra veleggiava nei bassifondi della Division 1, con tanti buchi nel bilancio quanti quelli in difesa, e sembrava sul punto di un altro clamoroso crack. Fu a quel punto che arrivò, come un profeta pieno di grana, Bernard Tapie.

Continua a leggere “Bernard Tapie, ascesa e declino del re di Marsiglia”

Il Torino e Mani Pulite

Dalla B a una finale europea, non c’è dubbio che il percorso del Torino sia stato assolutamente incredibile. Solo tre anni prima, il club granata retrocedeva a sorpresa nel campionato cadetto, e adesso era lì, a giocarsi la finale di Coppa UEFA dopo essersi messo in bacheca, l’anno precedente, la Coppa Mitropa. Il merito era da attribuirsi a due nomi in particolare: il nuovo presidente, Gian Mauro Borsano, che aveva rilevato un club disastrato e lo aveva ricostruito in un batter d’occhio, ed Emiliano Mondonico, l’allenatore che negli anni precedenti aveva riportato in A l’Atalanta, conducendola fino a una semifinale di Coppa delle Coppe. Ma si era fatto il 1992, e fuori dai campi di calcio stava per arrivare un terremoto destinato a cambiare tutto.

Continua a leggere “Il Torino e Mani Pulite”