Tshimen Bwanga, il primo ruggito dell’Africa nera

Noi, l’Africa, il calcio

Io, del TP Mazembe, ho sentito parlare per la prima volta nel 2010. Sono propenso a credere che un buon 90% di voi abbia vissuto la stessa esperienza. Da un lato c’era l’Inter del Triplete, e dall’altro questa squadra congolese che poteva giusto essere felice di essere il primo team africano a raggiungere la finale del Mondiale per Club. La storia la sapete: andiamo avanti.

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Dalla Cina col pallone

Quando atterrò a Francoforte, Gu Guangming sapeva per certo che non poteva aspettarsi un’accoglienza trionfale. Era indubbio che il suo arrivo aveva attirato la curiosità di alcuni, ma i giornalisti e qualche tifoso lo attendevano a Coblenza, a un’ora d’auto di distanza, per la presentazione col club. I suoi primi passi in Germania furono passi nella storia: era la prima volta che un calciatore cinese si guadagnava un contratto con un club occidentale. Una timida apertura nella rigida muraglia dell’Est comunista.

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La strada dall’Armenia al mondo

“Le nostre mani si sono unite, / soltanto due mani. / Ma è come se / non fossero le nostre mani, / ma soltanto uno stretto: / ci siamo mescolati, / come due mari vicini, / a lungo divisi.” – Puruyr Sevak

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L’Egitto prima di Salah

“Raggiungemmo una piccola spiaggia piena di scheletri di decine di navi in costruzione / Nessuna delle navi era pronta a salpare / Solo parti disperate di tronchi di eucalipto e di gelso segati / Il più saggio di noi propose una partita di calcio con la guardia costiera.” – Ibrahim El Sayed

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Lucien Laurent era più di un gol

Ci hanno insegnato che alla fine conta chi fa il gol. Ci hanno insegnato male: alla fine, chi fa il gol conta nel fugace istante del presente; quando passano i giorni, ci ricordiamo solo del campione, che abbia segnato o meno. I Mondiali del 1930 sono stati la vetrina di campioni di cui tutti parlavano l’indomani della competizione – per quanto il concetto di “parlare di un calciatore”, all’epoca, fosse molto meno massiccio di oggi – mentre uno come Lucien Laurent passava nell’oblio. Uomini come Stabile e Andrade sono stati grandi giocatori, quelli come Laurent sono solamente statistiche: il primo marcatore della storia dei Mondiali di calcio, e nulla più. Continua a leggere “Lucien Laurent era più di un gol”

Luis Monti: tanto, per un calciatore

“Era un uomo strano, si allenava in modo particolare. Al giovedì giocava la partitella con noi. Gli altri giorni, dalle cinque alle sei del mattino, tutto solo andava in Corso Marsiglia, ci fosse sole o ci fosse neve, finché fu in Italia si allenò sempre dalle cinque alle sei del mattino.” – Luigi Bertolini

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