“Ci sarà un Prima di Xavi e un Dopo di Xavi.” – Hristo Stoichkov
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Sandro Puppo, l’italiano giramondo
“Sono come il torrente che irrompe nel mare / Somiglio alla rosa dischiusa anzi tempo.” – Pir Sultan Abdal
Stanley Matthews, un nero dalla faccia bianca
“Diede ai neri la speranza che ci fossero delle brave persone bianche.” – Desmond Tutu
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L’Egitto prima di Salah
“Raggiungemmo una piccola spiaggia piena di scheletri di decine di navi in costruzione / Nessuna delle navi era pronta a salpare / Solo parti disperate di tronchi di eucalipto e di gelso segati / Il più saggio di noi propose una partita di calcio con la guardia costiera.” – Ibrahim El Sayed
Il primo samurai
“All’ombra dei fiori, nessuno è straniero.” – Issa
Lucien Laurent era più di un gol
Ci hanno insegnato che alla fine conta chi fa il gol. Ci hanno insegnato male: alla fine, chi fa il gol conta nel fugace istante del presente; quando passano i giorni, ci ricordiamo solo del campione, che abbia segnato o meno. I Mondiali del 1930 sono stati la vetrina di campioni di cui tutti parlavano l’indomani della competizione – per quanto il concetto di “parlare di un calciatore”, all’epoca, fosse molto meno massiccio di oggi – mentre uno come Lucien Laurent passava nell’oblio. Uomini come Stabile e Andrade sono stati grandi giocatori, quelli come Laurent sono solamente statistiche: il primo marcatore della storia dei Mondiali di calcio, e nulla più. Continua a leggere “Lucien Laurent era più di un gol”
Luis Monti: tanto, per un calciatore
“Era un uomo strano, si allenava in modo particolare. Al giovedì giocava la partitella con noi. Gli altri giorni, dalle cinque alle sei del mattino, tutto solo andava in Corso Marsiglia, ci fosse sole o ci fosse neve, finché fu in Italia si allenò sempre dalle cinque alle sei del mattino.” – Luigi Bertolini
Fausto, un brasiliano a Barcellona
Dici Brasile e dici calcio. Dici Pelé, dici Ronaldo, dici Neymar. Questi tre, insieme a innumerevoli altri campioni verdeoro hanno una cosa in comune oltre alla classe sopraffina: il colore della pelle. Continua a leggere “Fausto, un brasiliano a Barcellona”
Andrade: Il primo dei primi
Nella linea mediana, questo omaccione dal corpo di gomma spazzava il pallone senza toccare l’avversario e quando si lanciava all’attacco, chinando il corpo, seminava un mare di giocatori. In una delle partite attraversò mezzo campo con il pallone addormentato sulla testa. Il pubblico lo acclamava, la stampa francese lo chiamava “la meraviglia nera.” – Eduardo Galeano
Per tradizione antropologica siamo infatuati dai primi. Il primo in classifica, il primo ad aver fatto quella cosa, il primo ad aver espresso un concetto. Primi, primi e sempre primi. A questa particolare e ovvia inflessione dell’essere umano se ne unisce paradossalmente una seconda: la scarsa memoria storica. Come puoi apprezzare i primi se non ti ricordi cosa è successo oltre dieci anni fa?
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