Recep Erdogan, padrone del calcio

“Se non siamo presenti anche nel calcio, siamo politicamente deboli.” – Recep Tayyip Erdogan

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L’ipocrisia della Supercoppa a Jeddah (e di chi la critica)

La stampa nazionale l’ha descritta come una decisione storica, anche se non si tratta della prima volta che la Supercoppa Italiana si disputa all’estero (in effetti, è la nona): Juventus – Milan, il 16 gennaio 2019, vedrà l’esordio del calcio italiano – almeno a livello di partite ufficiali – in Arabia Saudita.

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La Coppa d’Asia 2019 in 24 nomi

È iniziata la 17a edizione della Coppa d’Asia, il torneo continentale più oscuro – escluso quello dell’Oceania, che però parte proprio da un altro livello, molto più in basso, tanto che ormai l’Australia fa stabilmente parte della divisione asiatica – e più geograficamente esteso del mondo. I calciatori asiatici sono per lo più un mistero per chi segue il calcio da Europa o Sudamerica: al di fuori dei giapponesi e dei sudcoreani, poco si sa delle stelle della Asian Football Confederation, che per la quasi totalità giocano nei campionati locali e raramente conquistano la ribalta europea. Questa è una veloce guida al torneo, prendendo un giocatore da ognuna delle squadre partecipanti all’edizione del 2019, la prima a 24 squadre e la seconda negli Emirati Arabi, dopo quella del 1996. Continua a leggere “La Coppa d’Asia 2019 in 24 nomi”

Il Mondiale per Club non è più un affare Europa-Sudamerica

Per 45 anni, il trono del calcio mondiale è stato condiviso tra club di Europa e Sudamerica, come se nessun’altro giocasse al pallone nel resto del pianeta. E, a guardare l’albo d’oro dei Mondiali – quelli con le nazionali – non sembrava così falso: messo da parte il terzo posto degli Stati Uniti nel 1930 – in un Mondiale rimaneggiato, con pochissime europee – la Corea del Sud di Guus Hiddink nel 2002 è stata l’unica squadra non euro-americana a salire sul podio della Coppa del Mondo. Eppure solo tre anni dopo quel risultato, la Fifa metteva le sue mani sulla vecchia Coppa Intercontinentale e decideva di aprirla ai club di ogni angolo del mondo. Continua a leggere “Il Mondiale per Club non è più un affare Europa-Sudamerica”

I primi asiatici: un sogno indonesiano

Può esistere un Mondiale di 90 minuti? Può esistere un’avventura tanto effimera, quasi onirica, come quella delle Indie Orientali Olandesi ai Mondiali del 1938, che possa comunque essere considerata reale? Quella che oggi chiamiamo Indonesia – prima di Erick Tohir, prima di Radja Naingolaan, prima anche di Giovanni Van Bronckhorst – divenne quasi per caso la prima nazionale asiatica a prendere parte a una Coppa del Mondo. Lo fece in sordina, senza lasciare altra traccia nell’universo del pallone se non il proprio nome; arrivò, giocò e se ne tornò subito a casa, dopo un inappellabile 0-6 subito dalla futura finalista Ungheria. Eppure, per la prima volta una colonia prendeva parte al più importante torneo calcistico del pianeta. Continua a leggere “I primi asiatici: un sogno indonesiano”

L’Iran, una volta ogni vent’anni

Chi non ha visto Iran – Portogallo a Saransk, il 25 giugno 2018, non potrà ai capire quanto menta quel risultato, e quanto i persiani siano stati effettivamente a un passo dalla prima qualificazione agli ottavi di finale della loro storia ai Mondiali di calcio. Una speranza nata nel match d’esordio contro il Marocco, con l’inattesa autorete del nordafricano Bouhaddouz, che ha consegnato all’Iran la sua seconda vittoria mondiale, e il suo terzo grande risultato. Continua a leggere “L’Iran, una volta ogni vent’anni”

Un pallone rotola su un campo minato

“I calciatori comuni, per lo più sciiti scarsamente istruiti provenienti dai bassifondi di Baghdad, erano le persone che in Iraq si avvicinavano di più agli eroi. Avevano voluto giocare a calcio, ed erano grati di aver guadagnato abbastanza per vivere.” – Simon Freeman

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