La Coppa del Morto: la timeline dei Mondiali della Vergogna di Qatar 2022

Iniziano oggi, i Mondiali della Vergogna della mia generazione. Corruzione, sfruttamento, morti, violazioni dei diritti umani, sportwashing e, infine, le partite, come la miglior tradizione vuole. Negli ultimi anni, buona parte dell’attività di ricerca e divulgazione del sottoscritto è stata orientata ad approfondire quanto stava accadendo in Qatar, e molto di quel lavoro è poi confluito in un libro, La Coppa del Morto. Storia di un Mondiale che non dovrebbe esistere, pubblicato da Ultra Sport a fine settembre. Molto ma non tutto, perché ho consegnato il manoscritto all’editore che era maggio, e nei sei mesi successivi altre cose sono successe attorno al Mondiale, che ovviamente nel libro non ci sono. Prendete quello che segue come un compendio, se volete, o un riassunto di tutto quanto è successo dietro al torneo, in una serie di appunti che attraversano oltre dieci anni di storia del calcio e, parallelamente, anche della società in cui viviamo. Buona Coppa del Mondo.

2 dicembre 2010: Il Presidente della FIFA Joseph Blatter assegna l’organizzazione dei Mondiali del 2022 al Qatar. Il Presidente degli Stati Uniti d’America Barack Obama commenta: “Penso che sia stata presa la decisione sbagliata”.

14 dicembre 2010: Interrogato a proposito delle leggi omofobe del Qatar, Blatter risponde scherzando che durante i Mondiali “i tifosi gay dovranno astenersi da ogni attività sessuale”.

Estate 2011: Qatar Sports Investments, una società controllata dal fondo sovrano del Qatar, acquista il Paris Saint-Germain. Alla presidenza del club viene nominato l’ex-tennista e imprenditore qatariota Nasser Al-Khelaifi, già presidente del network beIN Media Group.

7 giugno 2011: Il Sunday Times rivela che Issa Hayatou, Jacques Anouma e Amos Adamu – tre importanti dirigenti africani della FIFA – hanno ricevuto 1,5 milioni di dollari per supportare la candidatura del Qatar. Il caso viene discusso addirittura nella House of Commons britannica. La FIFA apre un’indagine.

Luglio 2011: Phaedra Almajid, la fonte inizialmente anonima del Sunday Times – una ex-responsabile della comunicazione del comitato qatariota per i Mondiali – confessa di essersi inventata tutto per vendicarsi dei suoi superiori, che non la ritenevano in grado di gestire i media. Hassan Al Thawadi, capo del comitato organizzatore, precisa che nessuno ha minacciato od offerto soldi alla donna perché ritrattasse.

Luglio 2012: La FIFA assegna all’avvocato indipendente Michael Garcia un’indagine interna sui possibili episodi di corruzione nell’assegnazione dei Mondiali.

1° maggio 2013: La CNN porta alla luce il caso di Zahir Belounis, calciatore francese del club qatariota El Jaish, bloccato da due anni a Doha senza stipendio o possibilità di lasciare il paese, a causa del sistema della kafala. Belounis minaccia lo sciopero della fame se non gli verrà permesso di rescindere il suo contratto e lasciare il Qatar.

14 novembre 2013: Zahir Belounis scrive un appello a Pep Guardiola e Zinédine Zidane, ambasciatori del Mondiale in Qatar, per chiedere loro di fare pressioni per risolvere il suo caso.

17 novembre 2013: Amnesty International denuncia gravi casi di sfruttamento dei lavoratori impegnati nei cantieri del Mondiale in Qatar.

28 novembre 2013: Dopo mesi di proteste, che hanno portato anche all’intervento del Presidente francese François Hollande e di FIFPro, Zahir Belounis lascia finalmente il Qatar e ritorna dalla sua famiglia a Parigi.

Giugno 2014: Il Sunday Times pubblica un’inchiesta condotta nei precedenti tre anni, che dimostra la vasta opera di corruzione in favore del Qatar operata da Mohammed Bin Hammam, capo del calcio qatariota e dal 1996 Presidente della Asian Football Confederation. Avrebbe iniziato a versare bustarelle a politici e funzionari dal 2008, concentrandosi soprattutto sulla CAF e sulla CONCACAF, le associazioni del calcio africano e nordamericano (al Presidente della CONCACAF, Jack Warner, aveva versato 1,6 milioni di dollari).

Settembre 2014: Michael Garcia consegna ad Hans-Joachim Eckert, responsabile etico della FIFA, un rapporto di 350 pagine, ma ciò che viene pubblicato è solo una versione ridotta a 42 pagine, che nega che si siano verificate irregolarità. Garcia protesta, sostenendo che la pubblicazione sia incompleta e alteri il senso del suo lavoro.

Novembre 2014: Phaedra Almajid racconta alla BBC che la ritrattazione del 2011 le era stata estorta dietro minacce dalle autorità del Qatar, e che negli ultimi due anni ha collaborato alle indagini del FBI e di Michael Garcia sulla corruzione dietro il Mondiale.

Maggio 2015: Il Washington Post stima almeno 1.200 lavoratori migranti morti nei cantieri del Mondiale. Le autorità del Qatar definiscono l’articolo “un oltraggio”, e il quotidiano è costretto a pubblicare una rettifica.

27 maggio 2015: La polizia svizzera e gli agenti del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti arrestano a Zurigo Jerome Valcke, vice presidente della FIFA, per l’accusa di corruzione. Due giorni dopo, Joseph Blatter viene riconfermato Presidente della FIFA.

2 giugno 2015: Blatter si dimette da Presidente della FIFA. Subito dopo, l’FBI comunica che le dimissioni sono dovute al fatto che è sotto inchiesta per corruzione: nel 2011 avrebbe versato 2 milioni di euro al Presidente della UEFA Michel Platini, per ripagarlo di alcuni favori fattigli in precedenza.

Luglio 2015: Blatter accusa che, dietro l’assegnazione dei Mondiali al Qatar, ci sarebbero l’ex-Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy e l’ex-Presidente della Repubblica tedesco Christian Wulff. Sarkozy e Platini avrebbero discusso della cosa in una cena all’Eliseo nel novembre 2010 assieme al Principe della Corona qatariota Tamim Bin Hamad Al Thani, nella quale si sarebbe discusso anche dell’acquisizione del Paris Saint-Germain da parte della famiglia reale di Doha.

5 agosto 2015: Il sito di’informazione indipendente Doha News pubblica la lettera di un cittadino qatariota, sotto lo pseudonimo di Majid Al-Qatari, che raconta la difficile vita di un uomo gay nel paese arabo.

8 ottobre 2015: Issa Hayatou viene nominato Presidente della FIFA ad interim al posto di Blatter. Il 26 febbraio 2016, le nuove elezioni assegneranno la carica a Gianni Infantino.

30 novembre 2016: Doha News viene bloccato dalle forze di sicurezza qatariote. Nel giro di breve tempo, la testata verrà ceduta a una proprietà legata al governo.

Dicembre 2016: Issa Al Nuaimi, Ministro del Lavoro del Qatar, presenta la nuova legge di riforma del sistema della kafala, accusato da molti analisti di essere di stampo schiavista. Amnesty International obietta che la riforma è inconsistente.

Giugno 2017: La Bild rende pubblico il rapporto completo di Michael Garcia, e si scopre che non conteneva alcuna prova concreta della corruzione interna alla FIFA; l’unico motivo per cui Eckert lo aveva secretato era per le critiche contro l’allora presidente Blatter.

8 Gennaio 2019: L’attaccante finlandese Riku Riski rifiuta la convocazione in Nazionale per un’amichevole contro la Svezia, organizzata a Doha, per protesta contro le violazioni dei diritti umani in Qatar.

12 novembre 2019: Abdullah Ibhais, un giordano impiegato nell’ufficio comunicazione del Mondiale, viene arrestato a Doha con l’accusa di corruzione e rivelazione di segreti militari. Un mese dopo, l’ong FairSquare rende pubblico il suo caso, rivelando che Ibhais si era opposto a diffondere contenuti comunicativi ostili agli operai in sciopero nei cantieri.

Gennaio 2020: Il governo del Qatar presenta una seconda riforma della kafala, che stavolta ottiene riscontri internazionali più positivi. Human Rights Watch, però, ribatte evidenziando che nel Paese c’è ancora un problema di stipendi da fame che spesso non vengono nemmeno pagati regolarmente.

Agosto 2020: Il governo del Qatar approva l’innalzamento del salario minimo – quello generalmente corrispposto agli operai – da 740 a 1.000 riyals, che equivalgono a circa 250 euro.

23 febbraio 2021: Il Guardian pubblica un’inchiesta in cui stima almeno 6.500 morti tra gli operai migranti impegnati nei cantieri del Mondiale. Nella maggior parte dei casi non è stata effettuata alcuna autopsia e la morte è stata definita “per cause naturali”, così da non dover pagare compensazioni alle famiglie. Le autorità del Qatar definiscono il tasso di mortalità in linea con le “previsioni in base alla dimensione e i dati demografici della popolazione”. La FIFA aggiunge che la frequenza degli incidenti “è più bassa rispetto a quella degli altri grandi progetti in giro per il mondo”.

26 febbraio 2021: Il Tromsø, un club della prima divisione norvegese, pubblica un comunicato in cui condanna le violazioni dei diritti dei lavoratori in Qatar e chiede esplicitamente il boicottaggio del Mondiale. Nel giro di una settimane, diverse altre società di calcio della Norvegia sposano il comunicato, e alla fine anche la Federcalcio esprime preoccupazione per quanto sta avvenendo in Qatar.

24 marzo 2021: Durante la gara delle qualificazioni mondiali contro Gibilterra, i giocatori della Norvegia scendono in campo con una maglietta in difesa dei diritti umani.

Aprile 2021: I giocatori di Germania e Olanda scendono in campo recando messaggi in favore dei diritti umani in Qatar. Le federazioni di Svezia e Danimarca scrivono alla FIFA per esprimere le loro critiche all’organizzazione dei Mondiali in Qatar a causa dello sfruttamento dei lavoratori.

12 aprile 2021: l’Ansa pubblica un articolo “in collaborazione con l’Ambasciata del Qatar”, in cui smentisce che si siano verificate violazioni dei diritti umani nel Paese arabo.

29 aprile 2021: Abdullah Ibhais viene condannato in primo grado a 5 anni di prigione e 150.000 riyals di multa. Human Rights Watch definisce le prove contro di lui “vaghe, circostanziali e in alcuni casi contraddittorie”.

26 agosto 2021: Le nuove stime di Amnesty International parlano di almeno 15.000 stranieri – che sono per lo più lavoratori sotto qualificati – morti in Qatar tra il 2010 e il 2019.

6 settembre 2021: Il capitano della Finlandia Tim Sparv firma un lungo articolo su The Players’ Tribune in cui racconta il percorso di autocoscienza sui crimini del regime qatariota, esprimendo le sue perplessità sul Mondiale.

Novembre 2021: Blatter dice a Le Monde che, dopo la cena all’Eliseo del novembre 2010 con Sarkozy e Tamim Al Thani, Platini lo chiamò per dirgli che il Presidente della Repubblica gli aveva chiesto di supportare la candidatura del Qatar ai Mondiali. Platini nega.

7 novembre 2021: Josh Cavallo, difensore australiano celebre per il suo storico coming out, dichiara al Guardian che non si sente sicuro ad andare in Qatar per i Mondiali, in quanto uomo gay.

12 novembre 2021: La calciatrice svedese del Chelsea Magdalena Eriksson dichiara che, in quanto donna omosessuale, non andrà a vedere i Mondiali in Qatar, e si dice delusa che i giocatori della Svezia non abbiano preso posizione a riguardo.

14 novembre 2021: I giocatori dell’Inghilterra annunciano che, una volta ottenuta la qualificazione ai Mondiali, avranno una riunione per discutere come affrontare il torneo in maniera critica contro le violazioni che avvengono nel Paese.

21 novembre 2021: I giornalisti della tv norvegese NRK Halvor Ekeland e Lokman Ghorbani vengono arrestati a Doha e successivamente espulsi dal Paese: avevano cercato di contattare e intervistare Abdullah Ibhais, in attesa del processo di secondo grado.

26 novembre 2021: Alcuni tifosi del Bayern Monaco causano l’interruzione dell’assemblea dei soci del club per protestare contro il rinnovo dell’accordo di sponsorizzazione della società on Qatar Airways.

30 novembre 2021: Nasser Al Khater, capo del Comitato organizzatore di Qatar 2022, risponde alle critiche di Josh Cavallo in un’intervista con Amanda Davis della CNN, dicendo che non ci sono leggi contro gli omosessuali in Qatar, e che nel Paese si può essere arrestati “anche per essere eterosessuali”.

2 dicembre 2021: Il deputato di Podemos Joan Mena chiede alla Federcalcio di Madrid che la Spagna scenda in campo ai Mondiali indossando braccialetti arcobaleno, in supporto ai diritti LGBTQ+.

6 dicembre 2021: Il Tromsø realizza una terza maglia con sopra stampato un QR Code, che rimanda a un sito in cui vengono spiegate le violazioni dei diritti umani in Qatar e il progetto di sportwashing di Doha.

16 dicembre 2021: La calciatrice norvegese del Lione Ada Hegerberg, vincitrice del Pallone d’Oro 2018, ricondivide sui social l’inchiesta del sito Josimar Football sul processo farsa contro Abdullah Ibhais, chiedendone la massima diffusione.

2 gennaio 2022: L’ex-capitano del Bayern Monaco e della Germania Philip Lahm pubblica un articolo sul Guardian in cui parla delle problematicità dei Mondiali in Qatar e del bisogno che i calciatori si facciano sentire sulle questioni sociali più che in passato.

12 gennaio 2022: Éric Cantona, ex-attaccante della Francia, denuncia al Daily Mail le condizioni dei lavoratori nei cantieri di Doha e dichiara che non guarderà il Mondiale.

26 gennaio 2022: Il Presidente della FIFA Gianni Infantino parla davanti al Consiglio d’Europa, rivendicando i miglioramenti dei diritti umani in Qatar e sostenendo che si sono verificati solo grazie al calcio.

22 marzo 2022: Il ct dell’Olanda Louis van Gaal accusa la FIFA di aver portato i Mondiali in Qatar solo per questioni di soldi.

25 marzo 2022: Jordan Henderson, centrocampista del Liverpool e dell’Inghilterra, definisce “scioccanti, deludenti e orrende” le notizie degli abusi sui lavoratori in Qatar.

31 marzo 2022: Infantino apre il Congresso della FIFA a Doha dicendo che il Mondiale in Qatar sarà “il migliore della storia”.

31 marzo 2022: Durante il Congresso della FIFA a Doha, la neo-eletta Presidente della Federcalcio norvegese Lise Klaveness critica l’assegnazione del Mondiale al Qatar a causa delle violazioni dei diritti umani. Alcuni politici locali e dirigenti di altri federazioni straniere questionano l’opportunità delle sue parole.

1 aprile 2022: Abdulaziz Al Ansari, presidente del Comitato nazionale antiterrorismo del Qatar, dichiara ufficialmente che le bandiere arcobaleno saranno vietate durante i Mondiali, pena l’arresto.

2 aprile 2022: Viene confermato che gli otto stadi per il Mondiale in Qatar saranno forniti di impianti di aria condizionata per ogni posto a sedere. Non è noto quanto costerà questo in termini di consumo energetico ed inquinamento.

2 maggio 2022: Il Presidente della FIFA Infantino, ospite a Los Angeles del Milken Institute, si dichiara “orgoglioso” del fatto che il Mondiale abbia migliorato le condizioni di vita di oltre 1,5 milioni di persone in Qatar.

12 maggio 2022: Reuters riporta che tre hotel di Doha si rifuteranno di ospitare coppie di persone dello stesso sesso durante i Mondiali.

19 maggio 2022: Amnesty International chiede alla FIFA di istituire un fondo di compensazione per i lavoratori migranti morti o infortunatisi in Qatar, del valore di 440 milioni di dollari (cioè, il montepremi del campione del mondo).

Giugno 2022: La testata giornalistica investigativa svedese Blankspot lancia il progetto Cards of Qatar, 33 card dedicate ai Mondiali, che invece di presentare noti calciatori raccontano altrettanti lavoratori migranti morti.

14 giugno 2022: Noel Mooney, presidente della Federcalcio del Galles, annuncia che la Nazionale intende usare il Mondiale come piattaforma per parlare di diritti umani nel calcio, e rivela che diversi membri dello staff non andranno in Qatar per protesta. Si tratta del primo vero boicottaggio di Qatar 2022.

28 giugno 2022: Dopo una protesta di alcuni gruppi di tifosi legati alla comunità LGBTQ+, il Watford cancella l’amichevole estiva contro la Nazionale del Qatar.

30 giugno 2022: Come avvenuto con il Watford, in seguito alle proteste dei tifosi lo Shrewsbury Town annulla l’amichevole estiva contro il Qatar SC.

Luglio 2022: Durante un’amichevole, i tifosi dell’Austria Salisburgo espongono uno striscione che denuncia le violazioni dei diritti umani in Qatar. In un’altra partita, stavolta del Kaiserslautern, i tifosi mostrano uno striscione che chiede di boicottare i Mondiali.

10 agosto 2022: Philipp Lahm, ex-capitano della Germania, annuncia che non prenderà parte alla delegazione tedesca ai Mondiali.

Settembre 2022: 33 realtà dello sport popolare italiane diffondono un comunicato in cui chiedono di boicottare i Mondiali del Qatar.

13 settembre 2022: Le Quotidien, il principale giornale di La Réunion, esce con una prima pagina in cui comunica che non coprirà i Mondiali del Qatar, come forma di protesta per le violazioni dei diritti.

21 settembre 2022: Mark Bullingham, Presidente della Federcalcio inglese, assicura ai tifosi che in Qatar due persone dello stesso sesso potranno tenersi per mano e baciarsi senza venire arrestate.

24 settembre 2022: Alle critiche di Amnesty International sul “silenzio assordante” in merito alle violazioni dei diritti umani in Qatar, la Federcalcio francese risponde “deplorando” quella che definisce “una campagna di stigmatizzazione contro il Qatar”. La Federazione rivendica inoltre i miglioramenti sociali apportati dal calcio nel Paese arabo.

28 settembre 2022: L’azienda di abbigliamento danese Hummel, che realizza i kit della Nazionale della Danimarca, presenta le maglie per i Mondiali in Qatar, dicendo che per non essere associata al torneo i loghi saranno coperti. La terza maglia della Danimarca sarà inoltre nera, in segno di lutto per i lavoratori morti nei cantieri.

29 settembre 2022: Il quotidiano francese Libération denuncia un nuovo caso di corruzione dietro i Mondiali in Qatar, raccontando la storia di Tayeb B., un cittadino francese arrestato a Doha a inizio 2020 e torturato perché in possesso di prove sull’illecita assegnazione dei Mondiali, che coinvolgerebbero anche il presidente del PSG Nasser Al Khelaifi, che è pure capo dell’ECA, l’associazione dei club europei.

4 ottobre 2022: Le autorità politiche delle città francesi di Marsiglia, Lilla, Bordeaux, Reims, Nancy, Rodez e Parigi annunciano che non trasmetteranno in spazi pubblici le partite del Mondiale, per protesta contro le violazioni dei diritti umani.

5 ottobre 2022: La Federcalcio danese annuncia che le famiglie dei calciatori e dello staff non viaggeranno in Qatar per i Mondiali. “Non vogliamo contribuire ai profitti del Qatar e pertanto abbiamo ridotto il più possibile le nostre attività di viaggio” spiegano i dirigenti federali al quotidiano Ekstra Bladet.

7 ottobre 2022: Il Guardian spiega che i Mondiali in Qatar richiederanno almeno 10.000 litri d’acqua, che dovrà essere prelevata dal Golfo Persico e desalinizzata, attraverso un processo ritenuto altamente inquinante.

13 ottobre 2022: Il vice presidente della FIFA Alasdair Bell dice al Consiglio d’Europa che l’idea di un fondo di compensazione per i lavoratori è “certamente qualcosa che siamo interessati a portare avanti”.

19 ottobre 2022: Un’inchiesta di Mediapart sostiene che l’ex-Presidente della Repubblica francese Nicolas Sarkozy e suo figlio di Pierre avrebbero avuto un ruolo centrale nell’acquisizione del Paris Saint-Germain da parte del fondo sovrano del Qatar, convincendo gli acquirenti a pagare il doppio del previsto all’allora proprietario Sébastien Bazin.

22 ottobre 2022: Le Parisien rivela che il Qatar si sarebbe accordato con circa 500 tifosi in varie parti del mondo per seguire gratuitamente i Mondiali dal vivo, a patto di fare una promozione positiva dell’evento. A dirlo è Joseph Delage, noto tifoso della Francia, che però ha rifiutato l’offerta qatariota.

24 ottobre 2022: Un nuovo report di Human Rights Watch denuncia casi di arresti illegittimi e torture ai danni di esponenti della comunità LGBTQ+ in Qatar. Le detenzioni avvengono senza registrazione ufficiale, e le persone arrestate sono private della copertura legale.

26 ottobre 2022: La Professional Footballers Australia, il sindacato dei calciatori australiano, diffonde un video in cui diversi giocatori spiegano le violazioni dei diritti umani in Qatar e chiedono misure precise per cambiare la situazione.

26 ottobre 2022: La rivista sportiva norvegese Josimar Football annuncia il suo primo numero internazioale in lingua inglese, che contiene una lunga inchiesta condotta a marzo 2022 in Qatar, intervistando 32 lavoratori migranti sulle loro condizioni di vita nel paese arabo.

29 ottobre 2022: Reuters rivela che migliaia di lavoratori migranti sono stati sfrattati dai loro appartamenti a Doha, con appena due ore di preavviso, venendo costretti a trovarsi nuovi alloggi fuori città, lontano da tifosi e turisti in arrivo per l’inizio dei Mondiali.

30 ottobre 2022: Il quotidiano olandese NOS conferma che anche alcuni tifosi dell’Olanda sono stati arruolati dal Qatar per seguire il Mondiale tutto spesato e, in cambio, fare propaganda per il torneo.

Novembre 2022: La rivista sportiva spagnola Panenka esce con il suo numero monografico sul Mondiale, dedicato però alle violazioni dei diritti umani invece che agli aspetti più prettamente sportivi.

2 novembre 2022: Il Ministro del Lavoro di Doha Ali bin Samikh Al Marri dice ad Associated Press che il suo governo non istituirà alcun fondo per compensare i lavoratori migranti infortunatisi nei cantieri del Mondiale, e accusa chi critica il Qatar di “razzismo”.

3 novembre 2022: Anche il New York Times conferma che il Qatar starebbe pagando tifosi in tutto il mondo per fare buona pubblicità ai Mondiali. Il Times aggiunge ulteriori dettagli, segnalando che tra i tifosi arruolati ci sarebbe anche un gruppo di 40 fan inglesi e gallesi.

4 novembre 2022: Sky News rende pubblica la lettera inviata dalla FIFA, e firmata dal presidente Infantino, alle 32 nazionali coinvolte nella Coppa del Mondo, in cui si chiede espressamente ai giocatori di concentrarsi sul calcio e di non lasciare che lo sport “venga trascinato in scontri politici o ideologici”.

6 novembre 2022: ESPN racconta la morte in Qatar di Mosharraf Hossen, un lavoratore impegnato nella costruzione degli stadi del Mondiali, il cui decesso è stato derubricato dalle autorità qatariote a insufficienza renale, invece che alle condizioni di lavoro.

7 novembre 2022: La FIFA e il Qatar assicurano che il Mondiale sarà “carbon neutral”, cioè che ci sarà il totale bilanciamento tra emissioni di gas serra generate ed emissioni riassorbite. Diversi approfondimenti e studi mettono in dubbio la fattibilità della cosa.

7 novembre 2022: Il quotidiano svizzero Tages-Anzeiger pubblica un’intervista all’ex-presidente della FIFA Joseph Blatter, in cui si afferma che “la scelta del Qatar è stata un errore”. Blatter insiste che la decisione fu influenzata dall’influenza di Sarkozy su Platini, per accordi economici tra la Francia e il Qatar.

8 novembre 2022: In un’intervista alla tv tedesca ZDF Khalid Salman, ex-calciatore qatariota 60enne e ambasciatore dei Mondiali, definisce l’omosessualità ḥarām, cioè vietata dalla legge islamica, in quanto “è una malattia mentale”. L’intervista viene immediatamente interrotta da un portavoce del Comitato organizzatore. Il centrocampista tedesco Leon Goretzka definisce le parole di Salman “assolutamente inaccettabili”.

8 novembre 2022: In un post sui suoi canali social, la calciatrice portoghese Jéssica Silva condanna le violazioni dei diritti dei lavoratori e della comunità LGBTQ+ in Qatar. È la prima figura del calcio lusitano a prendere posizione sul tema.

8 novembre 2022: Lotte Wubben-Moy, campionessa d’Europa con l’Inghilterra femminile, afferma che non guarderà i Mondiali in Qatar per protesta.

8 novembre 2022: Tim Sparv scrive per The Players’ Tribune un nuovo articolo, in cui chiede ai colleghi calciatori che giocheranno i Mondiali di parlare apertamente contro le violazioni dei diritti umani nel paese.

10 novembre 2022: La FIFA vieta alla Nazionale della Danimarca di indossare, durante gli allenamenti del Mondiale, una maglietta con su scritto “Diritti umani per tutti”.

11 novembre 2022: Joe Morrell, centrocampista del Galles, dichiara che è “nostra responsabilità”, riferendosi ai calciatori in generale, parlare di ciò che sta accadendo in Qatar.

12 novembre 2022: Nuovi striscioni contro Qatar 2022 appaiono negli stadi italiani, prima in Serie B a Cosenza, poi in Serie A a Bologna; il giorno seguente lo fanno anche i tifosi della Roma.

13 novembre 2022: Il centrocampista portoghese Bruno Fernandes dice che lui e i suoi compagni sono al corrente della condizione dei lavoratori in Qatar e che “non ne siamo affatto felici”.

13 novembre 2022: Durante la sfida di campionato contro il Sarpsborg, i tifosi del Rosenborg realizzano una vistosa coreografia contro i Mondiali in Qatar, in cui si vedono Infantino e uno sceicco stringersi la mano, con sullo sfondo tante lapidi.

14 novembre 2022: In una conferenza stampa, il capitano della Francia Hugo Lloris spiega che non indosserà una fascia tricolore durante i Mondiali per “rispettare le regole e la cultura del paese ospitante”. Lloris si dice quindi d’accordo con Noël Le Graët, il Presidente della Federcalcio francese, che si era detto contrario all’iniziativa.

14 novembre 2022: Il programma d’inchiesta italiano Report, in onda su Rai 3, trasmette in prima sera un’inchiesta sui Mondiali in Qatar. È il primo lavoro giornalistico approfondito dedicato al tema in Italia.

14 novembre 2022: La Nazionale degli Stati Uniti decide che, durante il Mondiale in Qatar, esporrà il proprio logo in versione arcobaleno, come forma di supporto alla comunità LGBTQ+.

15 novembre 2022: I giocatori della Francia diffondono un comunicato in cui dichiarano che sosterranno economicamente le ong che operano in Qatar per la difesa dei diritti umani.

16 novembre 2022: Durante la preparazione atletica a Doha, i giocatori degli Stati Uniti giocano un’amichevole con alcuni lavoratori migranti.

16 novembre 2022: Il New York Times pubblica un reportage sui lavoratori nepalesi in Qatar, raccontando nel dettaglio le loro condizioni di vita e lavoro.

17 novembre 2022: FIFPro, il sindacato internazionale dei calciatori, diffonde un comunicato in cui si condannano le parole di Khalid Salman e ci si lamenta degli scarsi progressi ottenuti sul tema dei diritti umani.

18 novembre 2022: Dopo aver assicurato più volte, nel corso dei quasi dodici anni precedenti, che sarebbe stato possibili consumare alcol nelle vicinanze e all’interno degli stadi, Sky News annuncia che il Qatar ha deciso che ciò non sarà più permesso, se non in apposite aree fan più isolate.

19 novembre 2022: Gianni Infantino, nella conferenza stampa della vigilia, accusa i paesi occidentali di ipocrisia nelle critiche al Qatar sulle violazioni dei diritti umani, parlando del colonialismo e delle discriminazioni in Europa. Nel suo discorso, Infantino racconta anche di sapere cosa significa essere discriminato, dato che da piccolo subì bullismo per il fatto di avere i capelli rossi.

20 novembre 2022, oggi: Iniziano i Mondiali di calcio in Qatar.

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