Arancio e nero

“Il Suriname è molto simile al Brasile. C’è molta povertà e molti ragazzini per le strade senza un soldo, che provengono da case fatiscenti e hanno tanto tempo libero. Giocano a calcio in ogni momento e imparano a farlo a piedi nudi.” – Edgar Davids

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Cosa succede al calcio sudamericano?

I club che vincono la Libertadores trovano sempre maggiori difficoltà a raggiungere la finale del Mondiale per Club, e le nazionali sudamericane non vincono il titolo iridato dal 2002, hanno fallito il Mondiale casalingo del 2014 e a Russia 2018 sono rimaste fuori dalle semifinali, eventualità verificatasi solo in altre occasioni, l’ultima nel 1982. La crisi del calcio sudamericano ormai è sotto gli occhi di tutti, e comprenderla non è affatto semplice.

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Il Mondiale per Club non è più un affare Europa-Sudamerica

Per 45 anni, il trono del calcio mondiale è stato condiviso tra club di Europa e Sudamerica, come se nessun’altro giocasse al pallone nel resto del pianeta. E, a guardare l’albo d’oro dei Mondiali – quelli con le nazionali – non sembrava così falso: messo da parte il terzo posto degli Stati Uniti nel 1930 – in un Mondiale rimaneggiato, con pochissime europee – la Corea del Sud di Guus Hiddink nel 2002 è stata l’unica squadra non euro-americana a salire sul podio della Coppa del Mondo. Eppure solo tre anni dopo quel risultato, la Fifa metteva le sue mani sulla vecchia Coppa Intercontinentale e decideva di aprirla ai club di ogni angolo del mondo. Continua a leggere “Il Mondiale per Club non è più un affare Europa-Sudamerica”

Héctor Scarone contro l’Argentina

“Venne all’Inter a 33 anni ed era ancora il migliore al mondo. Faceva cose che noi altri potevamo solo immaginare. Non oso neppure pensare cosa dovesse essere 10 anni prima, quando era al meglio della forma fisica e tecnica.” – Giuseppe Meazza

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Lei forse non ti merita, Leo

“Ripeto ciò che ho sempre detto: voglio il meglio per l’Argentina, in ogni modo. Non ho mai cercato di creare problemi a qualcuno.” – Leo Messi

1-1 con l’esordiente Islanda. 0-3 con la Croazia. A una partita dalla fine dei gironi, l’avventura dell’Argentina ai Mondiali di Russia pare essere già finita, e il colpevole additato da tutti non può che essere lui, Leo Messi. Nel Mondiale finora dominato dai gol di Cristiano Ronaldo, l’inconsistenza del suo grande rivale è la notizia più clamorosa.

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La vendetta di Guillermo Stabile

Calarsi nel contesto futbolista degli anni Trenta vuole dire imparare a stare a galla in un mondo in cui Gonzalo Higuain si trasferisce a giocare al Genoa invece che alla Juventus (che nella prima metà degli anni Trenta vinse cinque scudetti consecutivi, mentre il Genoa non vinceva un titolo dal 1924 e, sebbene nel 1930 avesse raggiunto il secondo posto dietro all’Ambrosiana-Inter, pochi anni dopo sarebbe addirittura retrocesso). Il Gonzalo Higuain dell’epoca si chiamava Guillermo Antonio Stabile. Continua a leggere “La vendetta di Guillermo Stabile”