La vendetta di Guillermo Stabile

Calarsi nel contesto futbolista degli anni Trenta vuole dire imparare a stare a galla in un mondo in cui Gonzalo Higuain si trasferisce a giocare al Genoa invece che alla Juventus (che nella prima metà degli anni Trenta vinse cinque scudetti consecutivi, mentre il Genoa non vinceva un titolo dal 1924 e, sebbene nel 1930 avesse raggiunto il secondo posto dietro all’Ambrosiana-Inter, pochi anni dopo sarebbe addirittura retrocesso). Il Gonzalo Higuain dell’epoca si chiamava Guillermo Antonio Stabile. Continua a leggere “La vendetta di Guillermo Stabile”

Un pallone rotola su un campo minato

“I calciatori comuni, per lo più sciiti scarsamente istruiti provenienti dai bassifondi di Baghdad, erano le persone che in Iraq si avvicinavano di più agli eroi. Avevano voluto giocare a calcio, ed erano grati di aver guadagnato abbastanza per vivere.” – Simon Freeman

Continua a leggere “Un pallone rotola su un campo minato”

Andrade: Il primo dei primi

Nella linea mediana, questo omaccione dal corpo di gomma spazzava il pallone senza toccare l’avversario e quando si lanciava all’attacco, chinando il corpo, seminava un mare di giocatori. In una delle partite attraversò mezzo campo con il pallone addormentato sulla testa. Il pubblico lo acclamava, la stampa francese lo chiamava “la meraviglia nera.” – Eduardo Galeano

Per tradizione antropologica siamo infatuati dai primi. Il primo in classifica, il primo ad aver fatto quella cosa, il primo ad aver espresso un concetto. Primi, primi e sempre primi. A questa particolare e ovvia inflessione dell’essere umano se ne unisce paradossalmente una seconda: la scarsa memoria storica. Come puoi apprezzare i primi se non ti ricordi cosa è successo oltre dieci anni fa?

Continua a leggere “Andrade: Il primo dei primi”

Pallonate in faccia

Perché prendersi a pallonate in faccia? Perché questo blog? Veloci risposte, per capire di che calcio voglio parlare.

Quando imparai a reggermi saldamente sulle gambe, poco tempo dopo iniziai anche a correre, penso. Non è che me lo ricordo, ma quando ho visto crescere mio cugino – che si chiama Marco come Van Basten, ma questa è un’altra storia – ho notato questa cosa qui, e tendo a pensare valga un po’ per tutti, me compreso.

Continua a leggere “Pallonate in faccia”