Russia 2018: il multiculturalismo è realtà

“Sheguey, io sono nero, fresco, talentuoso come Paul Pogba.” – Gradur

È difficile trovare una parola che rappresenti meglio di tutte le altre lo zeitgeist della nostra epoca quanto “multiculturalismo”. Di per sé, non vuol dire granché: siamo tutti frutto dell’incontro di differenti culture e popoli che si sono avvicendati sul pianeta dagli albori della civiltà. Ma mai come oggi la società occidentale è divisa tra chi esalta il melting pot offerto dalle migrazioni, e chi invece rimprovera la dissoluzione delle vecchie identità nazionali. Non sono mancati quelli che hanno descritto la finale tra Francia e Croazia Continua a leggere “Russia 2018: il multiculturalismo è realtà”

Lucien Laurent era più di un gol

Ci hanno insegnato che alla fine conta chi fa il gol. Ci hanno insegnato male: alla fine, chi fa il gol conta nel fugace istante del presente; quando passano i giorni, ci ricordiamo solo del campione, che abbia segnato o meno. I Mondiali del 1930 sono stati la vetrina di campioni di cui tutti parlavano l’indomani della competizione – per quanto il concetto di “parlare di un calciatore”, all’epoca, fosse molto meno massiccio di oggi – mentre uno come Lucien Laurent passava nell’oblio. Uomini come Stabile e Andrade sono stati grandi giocatori, quelli come Laurent sono solamente statistiche: il primo marcatore della storia dei Mondiali di calcio, e nulla più. Continua a leggere “Lucien Laurent era più di un gol”

Noi siamo la Francia

Il 6 maggio la Francia sceglierà il suo nuovo presidente, e per la seconda volta nella storia al ballottaggio concorrerà un candidato di estrema destra: l’ascesa di Marine Le Pen è il segno di un paese (e di un’Europa intera) che sta virando verso il razzismo, laddove la coesione sociale tra bianchi e neri vige da sempre e la sfida dell’integrazione sembrava essere stata vinta. La Francia che ha ottenuto grandi successi nel calcio (e non solo, ovviamente: ma questo è soprattutto un blog sul calcio) grazie a “compatrioti acquisiti” è stata dimenticata in favore di una retorica razzista: niente scuole pubbliche per gli stranieri, nuove tasse sui lavoratori non francesi, chiusura dei confini nazionali, e tutto il resto del copione. Continua a leggere “Noi siamo la Francia”