La data più importante della storia del calcio in Islanda sarebbe dovuta essere il 27 giugno 2016: al suo primo Europeo, la selezione guidata da Heimir Hallgrimsson ribaltava contro ogni pronostico l’Inghilterra, e dopo aver superato il girone faceva lo stesso addirittura negli ottavi di finale, eliminando una delle favorite. Invece, la data storica ha finito per essere in realtà quella del 28 agosto 2021, e per motivi tutt’altro che lieti: è il giorno delle dimissioni dell’intera giunta direttiva della federazione KSI, travolta da uno scandalo come l’isola non ne aveva mai visti. I vertici della Federcalcio erano accusati di aver cercato di insabbiare le gravissime accuse di violenza sessuale contro diversi giocatori della Nazionale, che alla fine erano state rivelate dai media nazionali. Da quel giorno in avanti, il rapporto tra i tifosi islandesi e il calcio locale è cambiato per sempre. E non solo quello.

Il caso scoppia nel luglio del 2021, quando in realtà i risultati sportivi dell’Islanda sono già in calo: dopo il grande Europeo del 2016 e la storica qualificazione ai Mondiali del 2018, la selezione nordica non era riuscita a qualificarsi per gli Europei tenutisi il mese precedente. Sostenere quindi che sia stato lo scandalo a demolire il calcio locale sarebbe dunque una forzatura: quello che è successo ha ben poco a che vedere con i risultati sportivi della squadra, su cui ha influito molto di più il ricambio generazionale e l’addio del ct Hallgrimsson. Il 16 luglio la polizia di Manchester annuncia di aver arrestato un calciatore di Premier League con l’accusa di pedofilia, e nel giro di pochi giorni i media islandesi rivelano che si tratta di un loro concittadino: anche se il suo nome non viene reso noto, ci vuole poco per capire che si tratta di Gylfi Sigurdsson. È uno dei calciatori migliori del paese, ha 31 anni e gioca nell’Everton, e in patria è una star anche per la sua vita privata, dato che due anni prima ha sposato l’ex-Miss Islanda Alexandra Ivarsdottir. Il caso Sigurdsson sconvolge il paese, e spinge i media a parlare del problema degli abusi sessuali. Il 13 agosto il quotidiano Vísir rivela il caso di una donna islandese stuprata nel 2010 da due calciatori, e – pur senza fare nomi – aggiunge che ci sono altri casi di giocatori famosi che hanno commesso crimini sessuali e sono stati coperti dalla KSI.

Il 26 agosto, la televisione nazionale islandese RÚV intervista allora il presidente della Federcalcio, l’ex-difensore di Tottenham e Bolton Wanderers Gudni Bergsson, e gli domanda se la KSI è a conoscenza delle accuse denunciate da Vísir: Bergsson risponde di no. Il giorno dopo, la televisione manda in onda l’intervista a una donna di 25 anni di nome Thorhildur Gyda Arnarsdottir, che racconta che quattro anni prima, nel 2017, lei e un’amica avevano subito delle molestie sessuali in un locale di Reykjavík da parte di un noto calciatore, di cui preferisce non fare il nome. Il fatto era stato immediatamente denunciato alla polizia, ma dopo sei mesi non era successo nulla e il giocatore era stato convocato in Nazionale: a quel punto, il padre della donna aveva contattato la KSI per informare Bergsson delle accuse, e il calciatore in questione era quindi stato rimosso dai convocati. La KSI aveva inoltre assunto un avvocato che aveva proposto ad Arnarsdottir e all’amica un risarcimento in cambio del ritiro delle accuse e del divieto di farne parola in pubblico. Dopo un iniziale rifiuto, le ragazze avevano accettato. In tutto questo, Bergsson non aveva messo al corrente il resto del board federale di quanto stava accadendo. Date queste rivelazioni, Bergsson viene costretto a dimettersi e il resto del board fa lo stesso, assumendosi la responsabilità dell’accaduto e scusandosi con le vittime.

Anche in questo caso, ci vuole poco perché l’anonimato cada: cinque giorni dopo le accuse in televisione, la stampa islandese rivela il nome del calciatore, ovvero il 31enne attaccante dell’IFK Göteborg Kolbeinn Sigthorsson, che ha giocato anche con AZ Alkmaar, Ajax e Nantes. Il 1° settembre, Sigthorsson conferma di aver pagato Arnarsdottir e l’amica per ritirare le accuse, ma nega di averle molestate, riconoscendo solo di aver tenuto nei loro confronti un “comportamento inappropriato”. Ma a quel punto la seconda donna, Johanna Helga Jensdottir, prende a sua volta la parola, confermando le accuse rivolte al calciatore. Sigthorsson è noto per aver problemi comportamentali: nell’ottobre del 2019 era già stato arrestato a Stoccolma per una rissa fuori da un locale, dove, ubriaco, aveva resistito con violenza ai tentativi della sicurezza di allontanarlo. I tifosi dell’IFK chiedono al club di rescindergli il contratto, ma la società svedese lo conferma come parte della squadra. Nel frattempo, però, quello di Sigthorsson non è l’unico caso che sta facendo discutere l’Islanda.

Secondo Arnarsdottir, quando lei e Sigthorsson si erano incontrati nel 2018 in seguito alla denuncia, il calciatore aveva detto di non ricordare molto di quella sera. Dopo che lei gli raccontò cosa le aveva fatto, pur continuando a non ricordare, si era scusato e aveva ammesso la sua colpa. Dopo queste dichiarazioni, l’avvocato di Sigthorsson ha negato che ci sia stata alcuna ammissione.

Mentre tutto ciò accade, la polizia di Reykjavik ha riaperto delle indagini sul caso del 2010. La questione è riemersa nel maggio del 2021, quando una donna islandese di 34 anni aveva pubblicato sul suo profilo Instagram la storia di uno stupro subito da due connazionali undici anni prima in un hotel di Copenaghen: spiegava che avrebbe voluto denunciarli, ma siccome si trattava di due personaggi famosi rischiava di diventare un caso mediatico, e aveva capito che non aveva la forza mentale per sostenere tutto quello che ne sarebbe derivato, all’epoca. Il post era passato abbastanza inosservato, ma a giugno era stato portato all’attenzione di Bergsson, segnalando al presidente della KSI che le due persone erano dei calciatori professionisti. Un’altra persona che aveva notato il post era Hanna Bjorg Vilhjalmsdottir, membro del sindacato degli insegnanti islandesi e giornalista, nonché conoscente personale della donna che aveva denunciato l’accaduto: era stata lei a indagare e a scrivere l’articolo pubblicato su Vísir. Di nuovo, i nomi dei calciatori in questione non tardano a venir fuori: sono Aron Gunnarsson, 32enne centrocampista dell’Al-Arabi ed ex di Coventry City e Cardiff City, ed Eggert Jonsson, 33enne centrocampista con un passato in Scozia e in Inghilterra.

Entrambi negano nella maniera più assoluta la propria colpevolezza, e Gunnarsson è quello che si espone maggiormente. A ottobre viene escluso dal ct Arnar Vidarsson dalla lista dei convocati in Nazionale, e reagisce con un comunicato in cui accusa il nuovo comitato direttivo della KSI di non avere alcuna legittimità, non essendo stato formalmente eletto, e di aver cercato di “cancellarlo”. Pochi giorni dopo, l’associazione femminista Öfgar rivela di aver inviato alla Federcalcio una lettera in cui vengono dettagliate ulteriori accuse di violenza sessuale che vedono protagonisti altri tre calciatori islandesi, che anche in questo caso restano anonimi. Sono accuse che sconvolgono la società islandese, generalmente considerata una delle più avanzate al mondo sul tema della parità di genere e dei diritti delle donne. Negli ultimi anni i dati sulle denunce di violenza contro le donne sono in calo, mentre cresce la sensibilità pubblica sull’argomento, facendo del paese un caso eccezionale. Eppure sembra che quello del calcio sia in qualche modo un mondo a parte: “Non è solo un caso, sono tanti. Posso solo dire che c’è una cultura che dobbiamo cambiare” dichiara a The Athletic Vanda Sigurgeirsdottir, la nuova presidente della KSI.

Le attiviste di Öfgar rivelano che la situazione in Islanda è molto diversa rispetto alla narrazione del “paradiso femminista” che ne viene fatta. Dicono di ricevere continuamente segnalazioni e denunce, e quando non si tratta di calciatori sono musicisti, attori, politici. Dopo la lettera inviata alla Federcalcio, hanno iniziato a ricevere messaggi d’insulti da parte dei tifosi, che le accusano di rovinare delle carriere, di non capire niente di calcio, e in alcuni casi arrivano anche a minacciarle di stupro. Se i dati ufficiali raccontano una realtà, uno studio dell’Università d’Islanda condotto su un campione di 20.000 donne segnala che una donna su quattro nel paese ha subito abusi sessuali, ben oltre la media della UE. La maggior parte dei casi denunciati non arriva nemmeno a processo, e un numero ancora minore si conclude con una condanna. Nel gennaio del 2022, nove donne hanno denunciato le autorità islandesi per violazione dei diritti umani, accusandole di non proteggere le donne che denunciano degli abusi.

Facciamo un esempio. Mentre infuriava il caso Sigthorsson, un procuratore della Corte Suprema, Sigurdur Gudni Gudjonsson, è entrato in qualche modo in possesso della denuncia originale di Arnarsdottir e ne ha pubblicato sul proprio profilo Facebook alcuni estratti per dimostrare quella che secondo lui è l’inattendibilità della donna. Il suo caso è emblematico di un sistema che funziona in maniera molto differente da come dovrebbe: il procuratore è anche amico personale della famiglia di Sigthorsson (è il legale dell’azienda di proprietà dei genitori) e, come se non bastasse, presidente del comitato d’appello della KSI, cioè dell’organo federale che si pronuncia sulle accuse nei confronti di calciatori e personale tecnico. A The Athletic Gudjonsson dice di non essere affatto pentito di quel che ha fatto, perché era necessario per smentire delle “false accuse” nei confronti di un giocatore e della stessa KSI.

Aron Gunnarsson è molto amato, dai tifosi islandesi: a lungo capitano della Nazionale, è il giocatore che dopo le vittorie andava davanti alla curva a far partire il cosiddetto geyser sound, la tipica esultanza islandese divenuta popolare durante EURO 2016.

Il grande scandalo degli abusi sessuali nel calcio islandese del 2021 si è però concluso in gran parte in un nulla di fatto. L’unico che in qualche modo ha pagato è stato Kolbeinn Sigthorsson: dopo le accuse, ha saltato i primi mesi della stagione, ufficialmente per infortunio, fino a che a dicembre l’IFK ha annunciato la rescissione del suo contratto. Già escluso dalla Nazionale, Sigthorsson ha allora deciso di ritirarsi dal calcio giocato. Nel maggio del 2022, la polizia di Reykjavik ha deciso invece di archiviare il caso del 2010 contro Aron Gunnarsson ed Eggert Jonsson, non essendo stata in grado di raccogliere prove sufficienti per poter arrivare a una condanna. Da settembre dello stesso anno, Gunnarsson è tornato anche a essere convocato in Nazionale. I nomi degli altri tre accusati dall’associazione Öfgar non sono mai stati resi noti, e non risulta che altri calciatori islandesi siano stati condannati per crimini sessuali. Nell’aprile del 2023, la polizia di Manchester ha archiviato le accuse contro Gylfi Sigurdsson, che nel frattempo era stato prima sospeso dall’Everton ed era poi rimasto senza contratto, dopo la scadenza dell’accordo con la società inglese a giugno 2022. Nell’agosto successivo all’archiviazione, Sigurdsson ha firmato con i danesi del Lyngby BK.

A fine agosto del 2023, un altro famoso calciatore islandese è stato accusato di violenza sessuale: Albert Gudmundsson, 26enne attaccante del Genoa. Si è subito dichiarato innocente, e a scopo precauzionale la KSI lo ha escluso dai convocati in Nazionale, ma il suo caso ha fatto immediatamente discutere, visti anche i precedenti. In più, Gudmundsson è il più importante giocatore islandese in attività, proviene da una famiglia di calciatori affermati (entrambi i genitori e pure due nonni giocavano ad alto livello) ed è il nipote dell’ex-ministro Albert Gudmundsson, da cui prende il nome e che in gioventù vestì pure la maglia del Milan. Anche il suo caso viene alla fine archiviato, solo che questa volta la vittima si appella e riesce a ribaltare la decisione del procuratore, riaprendo così il processo nel settembre 2024. L’attaccante, nel frattempo passato alla Fiorentina, ha scelto come legale Vilhjalmur Vilhjalmsson, ex-calciatore e oggi avvocato specializzato nel difendere uomini accusati di crimini sessuali. “Penso che il sistema legale in Islanda nei casi di reati sessuali funzioni molto bene. – ha dichiarato nel 2015 a RÚV – Si discute molto apertamente sui reati sessuali, anche troppo: è difficile trovare un media che non ne parli. E il problema è che ci sono certi gruppi che si credono padroni del dibattito, e se ciò che viene detto non è in linea col loro pensiero ti diffamano”.

AGGIORNAMENTO: Il 10 ottobre 2024, Albert Gudmundsson è stato assolto in primo grado dalle accuse. Il caso è stato spiegato nei dettagli da Vísir dopo la sentenza.

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Fonti

ERLENDSDÓTTIR Ólöf Rún, Mál Arons Einars og Eggerts fellt niður, RÚV

Il processo per violenza sessuale al calciatore Albert Gudmundsson, Il Post

Lögmaður ósáttur: Alltof mikil umræða um kynferðisbrot á Íslandi, Heimildin

JAMES Stuart, SNAER Stefan, ‘The Viking clap is ruined forever’ – Icelandic football’s sex abuse scandal, The Athletic

TÓMAS Ragnar, Charges Dropped Against Footballer Gylfi Þór Sigurðsson, Iceland Review

YOUNG-POWELL Abby, The safest place in the world to be a woman? Try telling that to these Icelandic campaigners, The Guardian

One response to “Gli abusi sessuali all’ombra della favola islandese”

  1. Ci sono due cose in questa storia che mi fanno riflettere:
    – “ha negato le accuse di molestie ma ha ammesso di aver tenuto un comportamento inappropriato”: esattamente, qual è il confine?;
    – la mancata denuncia da parte di una donna che credeva di non poter sopportare il suo peso mediatico. E qualcuno si chiede: eh, ma perché non denunciano subito?

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