Gudmundsson, l’islandese del Milan che voleva essere Presidente

Nel 1975, il mondo si ritrovò quasi inconsapevolmente sull’orlo di una grave crisi politica originata in un remoto angolo del Nord Europa: l’Islanda contestava al Regno Unito lo sfruttamento di zone di pesca nel Mare del Nord che riteneva spettassero a lei. La faccenda poteva sembrare cosa di poco conto, se non fosse che il governo islandese minacciava di chiudere la base militare di Keflavík, ritenuta dalla NATO un risorsa fondamentale in caso di una guerra contro l’Unione Sovietica. Tra i membri della maggioranza parlamentare che sostenevano la radicale azione islandese c’era anche il 51enne Albert Guðmundsson, deputato eletto per i liberali del Partito dell’Indipendenza (il Sjálfstæðisflokkurinn) e una delle persone più famose del paese: era stato infatti il più grande calciatore della storia islandese.

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