Un giovane calciatore di Serie A, due denunce, un magistrato che potrebbe aver coperto il giocatore per ragioni di tifo, la totale indifferenza del suo club e delle istituzioni calcistiche italiane, i discorsi e le iniziative di facciata contro la violenza sulle donne. Il caso di Demba Seck, 22enne attaccante del Torino accusato di revenge porn e minacce, è un altro episodio emblematico della cultura dello stupro che pervade il mondo del calcio, che soprattutto in Italia germoglia in un sistema del tutto incapace di accorgersene, tantomeno di affrontare qualsivoglia tematica sociale. Come un anno fa con il caso di Manolo Portanova, anche oggi si è deciso di scrivere un articolo per approfondire una vicenda ancora non abbastanza nota.
Demba Seck è nato in Senegal nel 2001, ma quand’era molto giovane è arrivato in Italia per ricongiungersi al padre, emigrato nel nostro paese per lavorare. I due hanno vissuto a Massalombarda, vicino Ravenna, dove Seck ha iniziato a farsi notare giocando a calcio nelle giovanili della Spal, a partire dal 2017. Da qui è stato mandato in prestito due volte in squadre minori locali, prima all’Imolese, nel 2018, e poi al Sasso Marconi Zola, nel 2019. Nel 2020 ha esordito tra i professionisti in Serie B con la Spal, e in breve si è messo in mostra come un giovane di buone speranze, fino a che nel gennaio 2022 il Torino non l0 ha acquistato per 3,6 milioni di euro. Da allora ha giocato in tutto 35 presenze in maglia granata: nel corso di questa stagione ha disputato sei partite in Serie A e una in Coppa Italia, partendo titolare in ben cinque occasioni. A partire dal 28 ottobre non è più sceso in campo in campionato, venendo però convocato e portato regolarmente in panchina, e poi subentrando nella mezz’ora finale contro il Frosinone in Coppa Italia, il 2 novembre. Difficilmente questo cambiamento nella sua titolarità può essere ricondotto alle accuse emesse contro di lui, rese note tra la fine di agosto e quella di settembre di quest’anno: tutte le sue 7 partite stagionali sono successive alle prime notizie pubbliche riguardo i suoi crimini.
Come inizia tutto: il caso del pm Bucarelli
Il caso Demba Seck non nasce con Demba Seck, o almeno non principalmente. Il 31 agosto 2023 La Stampa è il primo organo d’informazione a dare notizia dell’inchiesta ai danni del giocatore, ma il fulcro dell’articolo è un altro: la Procura di Milano ha aperto un’indagine su Enzo Bucarelli, il pm di Torino che ha condotto e fatto archiviare le indagini sulla denuncia di revenge porn contro Seck. Tutto è partito da un esposto fatto da un agente della polizia giudiziaria, che ha segnalato che, in occasione di una perquisizione nei confronti del calciatore avvenuta nella sede del Torino, gli agenti erano stati accolti da Seck e dal suo avvocato, evidentemente informati in anticipo di cosa stava per succedere. Nell’esposto si riporta anche che Bucarelli, presente sul posto, avrebbe fatto cancellare il video incriminato dal cellulare del giocatore. L’accusa contro il magistrato è di aver avvertito Seck della perquisizione e di aver poi cercato di cancellare le prove della colpevolezza del giocatore. Il motivo di questo comportamento sarebbe dovuto alla fede calcistica del magistrato, indicato come noto tifoso del Torino. Il capo d’imputazione è per frode in processo penale e depistaggio: la pena va da tre a otto anni di reclusione, ma nella fattispecie potrebbe essere aumentata da un terzo alla metà.
Questa vicenda diventa oggetto di un’inchiesta a Milano, Procura competente per le indagini che riguardano i colleghi di Torino, e al momento questo risulta anche l’unico procedimento in corso nel caso Demba Seck. I suoi contorni devono ancora essere chiariti, ma il comportamento irrituale del pm Bucarelli è un fatto: prima della strana perquisizione, il magistrato aveva già cercato di convincere la denunciante a ritirare le accuse, dicendole che il processo sarebbe stato per lei molto pesante e che sarebbe stato meglio cercare di ottenere una lettera di scuse dal calciatore. Successivamente, la donna ha effettivamente deciso di ritirare la sua denuncia in cambio di una somma di denaro, e ciò ha permesso l’archiviazione del caso. Bucarelli si difende dicendo che la cancellazione del video non poteva rappresentare un ostacolo alle indagini, dato che il contenuto era già stato acquisito dalla Procura (fatto confermato). Alla trasmissione di Rai 3 FarWest, in onda lunedì 27 novembre 2023, il magistrato ha detto tramite una nota che la procedura di archiviazione era divenuta necessaria dopo il ritiro della denuncia.
Dalla rivelazione de La Stampa di fine agosto, il caso Demba Seck ha preso rapidamente forma, grazie soprattutto a diversi articoli successivi pubblicati dalla giornalista Elisa Sola su La Repubblica, che hanno chiarito le accuse contro il giocatore granata e rivelato l’esistenza delle prove della sua condotta. Seck è accusato di aver realizzato e poi diffuso a terzi un video sessualmente esplicito della sua ex-fidanzata, di cui quest’ultima era totalmente all’oscuro. In più, il giocatore le avrebbe fatto epslicite minacce di morte per persuaderla a non parlare della cosa. Nel primo caso si configura il reato di revenge porn, o più propriamente di diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti: è punibile con la reclusione da uno a sei anni, e con un’ammenda da 5.000 a 15.000 euro. Per le minacce di morte, è prevista invece la reclusione fino a un anno. Alla fine di settembre, l’eco della notizia ha spinto una seconda donna a denunciare un’esperienza simile avuta con il calciatore nel 2021. Il 27 novembre, la trasmissione di Rai 3 FarWest ha mostrato un servizio che approfondisce la vicenda. Ma cosa è successo realmente?
La prima vittima
La prima donna ad aver denunciato Demba Seck si chiama Veronica Garbolino: il suo nome è stato reso noto in un’intervista da lei rilasciata a La Repubblica il 10 novembre 2023, e poi confermato con una seconda intervista della donna a FarWest. Garbolino ha conosciuto Seck in una discoteca di Torino – il Pick Up, dove lavorava come ragazza immagine – nel gennaio 2022, poco dopo il trasferimento del giocatore nel suo attuale club. I due si sono sentiti in seguito su Instagram, fino a che qualche mese dopo lui non l’ha invitata a una sua partita, Torino-Sassuolo del 17 settembre 2022. I due hanno iniziato a frequentarsi e ad avere una relazione, che è durata solo alcune settimane. Garbolino lasciò Seck perché si sentiva usata da lui: il calciatore era interessato unicamente al sesso, mentre lei voleva un rapporto diverso.
Dopo la rottura lui cercò di contattarla almeno quattro volte, ma lei non ne volle sapere. La sera del 22 gennaio 2023 si incontrarono per caso al Pick Up, e Seck vide che Garbolino stava parlando con una collega: intuendo che stavano discutendo di lui, richiamò la sua attenzione e le fece il gesto di tagliarle la gola, avvertendola che non doveva far parola con nessuno della loro storia. Questo lo riporta nella sua denuncia e nell’intervista a La Repubblica la stessa donna, che aggiunge che, due giorni dopo, Seck le scrisse un messaggio per dirle di non parlare male di lui in giro, altrimenti avrebbe diffuso un video esplicito di loro due assieme. “Ero sotto shock. È stato fatto completamente contro il mio consenso” spiega Garbolino a FarWest. Il programma di Rai 3 ha intervistato alcune ragazze che lavorano al Pick Up, che confermano che Seck è noto per andare in cerca di ragazze e che è meglio stargli alla larga. Una testimone e conoscente della vittima conferma di aver visto il video incriminato, nel quale Garbolino era facilmente riconoscibile per via dei suoi tatuaggi.
In seguito alla scoperta dell’esistenza del video, la donna è andata a denunciare il calciatore. “Ho pianto, il giorno della denuncia. È stato umiliante, mi sono vergognata” ha raccontato a FarWest. Ha ricevuto pieno supporto dalle Forze dell’Ordine al momento della denuncia, ma quando poi è andata a parlare con il pm Enzo Bucarelli l’atteggiamento di quest’ultimo è stato ben diverso. Garbolino racconta di essere stata convocata nell’ufficio del magistrato senza un avvocato, e che in quella circostanza Bucarelli cercò di convincerla a ritirare la denuncia. Sotto queste pressioni, e con il timore di un’umiliazione pubblica in caso diffusione del video, la donna ha accettato una somma di poche migliaia di euro in cambio del ritiro della denuncia, a patto che Seck non rendesse pubblico il filmato. La conferma di questo accordo è stata data per la prima volta da Marco Feno, avvocato del calciatore, a Tuttosport, il 15 settembre 2023. Ad ogni modo, Seck aveva già inoltrato il video ad almeno due persone, secondo quanto ha appurato La Repubblica: un amico e un calciatore del Fulham. Il nome di questa seconda persona resta ufficialmente anonimo. In seguito al ritiro della denuncia, l’inchiesta è stata archiviata.
La seconda vittima (e le altre)
A fine settembre del 2023, dopo aver letto della denuncia di Veronica Garbolino, una seconda donna si è fatta avanti parlando contro Demba Seck. Si chiama Ilaria Vitali (il suo nome è stato reso pubblico da FarWest) e ha avuto una relazione con Seck nella primavera del 2021, quando lui viveva a Ferrara e giocava alla Spal. Vitali ha raccontato sul suo profilo TikTok di aver vissuto un’esperienza simile a quella di Garbolino, che non aveva denunciato all’epoca per timore dell’umiliazione dovuta alla diffusione del video, ma che dopo aver letto sui giornali di non essere la sola ha contattato un avvocato per appurare se anche nel suo caso il filmato fosse stato lo stesso inoltrato a terzi. Il video in cui la donna denuncia Seck ha ricevuto numerosi commenti ingiuriosi, che l’accusano di aver atteso che l’attaccante arrivasse in Serie A per rendere pubbliche queste accuse. Questo è quello che viene chiamato victim blaming, cioè la colpevolizzazione della vittima e la difesa implicita del colpevole.
Vitali ha conosciuto Seck alla fine del 2020, e ha raccontato in un’intervista con FarWest che all’inizio il calciatore era molto gentile. La loro relazione era principalmente segreta: si incontravano solo a casa di lui o in hotel, e il giocatore, 19enne all’epoca dei fatti, le diceva che essendo una persona famosa non poteva farsi vedere in giro “con chiunque”. Gradualmente iniziò a cambiare atteggiamento nei confronti della donna e a insultarla, così dopo un po’ i due smisero di sentirsi. Durante la trasmissione, Vitali ha fatto ascoltare un audio successivo in cui il giocatore le propone di accettare dei soldi per non parlare in giro di lui, e successivamente le rivela in un messaggio di averle fatto un video di nascosto mentre facevano sesso, assicurandole che però non lo renderà pubblico. Aggiunge che lei comunque dovrebbe essere felice di aver potuto andare a letto con un calciatore del suo livello. In un ulteriore messaggio, Seck le ricorda che non deve parlare male di lui ad altre persone: “Ho sentito che vai in giro a dire brutte cose su di me, ma se lo fai ti giuro ti ammazzo. Ma se continui, ti giuro, vedrai di cosa sono capace”. Questo messaggio risale al 6 aprile 2021.
Per timore di essere umiliata da Seck e dai suoi compagni di squadra, Vitali decise di non denunciarlo e di dimenticare la vicenda. Aver sentito la storia di Garbolino le ha però fatto capire di non essere sola nella sua esperienza, e l’ha spinta a rendere pubbliche le minacce subite dal giocatore. Siccome nel caso di Garbolino Seck ha firmato un accordo in cui si impegnava a non diffondere il video di revenge porn, mentre poi lo ha fatto lo stesso, Vitali vuole sapere se anche nel suo caso la diffusione sia avvenuta ugualmente. Sempre parlando a FarWest, ha rivelato che in seguito le hanno scritto altre giovani donne che avevano avuto problemi simili con il calciatore oggi al Torino. Durante la trasmissione sono stati mostrati alcuni messaggi ricevuti, sia scritti che audio. Al momento, non risulta che nessuna di queste ragazze abbia ancora voluto parlare pubblicamente con i media o con la giustizia di questi episodi.
A che punto siamo
La mattina del 25 novembre 2023, i canali social di Rai 3 hanno pubblicato un’anticipazione della puntata di FarWest di due giorni dopo, casualmente in concomitanza con il posticipo di Serie A tra Bologna e Torino (in cui Seck, però, non è sceso in campo). Il giorno della pubblicazione dell’estratto in cui Ilaria Vitali mostrava la minaccia di morte ricevuta dal calciatore, cadeva la Giornata contro la violenza sulle donne, occasione per cui la Serie A aveva organizzato un’iniziativa che prevedeva di scendere in campo con un segno rosso sul volto e di far leggere ai capitani delle squadre delle poesie prima del calcio d’inizio. Nessuna istituzione del calcio italiano ha commentato il caso di Demba Seck, che è ampiamente noto ormai da fine settembre grazie alla stampa nazionale. Il Torino, proprio il 25 novembre, ha pubblicato sui suoi canali social un video di sensibilizzazione contro la violenza sulle donne: su Instagram, i commenti critici verso la società che citavano il caso di Seck sono stati rimossi, mentre su X i commenti sono stati preclusi fin da subito. Il club, ad oggi, non si è ancora espresso su questi fatti e sta semplicemente ignorando la questione. Online non sembrano disponibili articoli sulla vicenda pubblicati dalla Gazzetta dello Sport, quotidiano il cui editore è il proprietario del Torino Urbano Cairo (al momento, non è possibile assicurare che articoli simili non siano invece stati pubblicati sull’edizione cartacea).
È importante sottolineare un fatto: Demba Seck non potrà probabilmente mai essere condannato per queste accuse. L’unica denuncia contro di lui è infatti già stata archiviata. Tuttavia, che abbia girato video sessualmente espliciti senza il consenso delle ragazze riprese, che abbia diffuso almeno uno di questi video ad almeno altre due persone senza il consenso della donna ripresa, che abbia minacciato di diffonderli in cambio del silenzio, e che abbia esplicitamente minacciato di morte due sue ex-fidanzate, sono fatti acclarati e provati. Demba Seck è colpevole di reveng porn e di minacce di morte, ma non potrà essere condannato. È legittimo pensare che non subirà alcuna conseguenza per le sue azioni, né in termini penali né in termini di carriera. Per contro, Veronica Garbolino ha sofferto di attacchi di panico per ciò che ha subito e ha detto di essere tutt’oggi ancora traumatizzata dall’evento. Ilaria Vitali ha raccontato di essersi dovuta rivolgere a una psicologa dopo ciò che ha passato, e che ancora oggi è seguita da una professionista. Ed è probabile che ci siano altre vittime di cui al momento sappiamo poco o niente.
Le telecamere di FarWest sono andate a contattare Demba Seck, chiedendogli conto del suo comportamento, e il calciatore ha dichiarato di non avere “niente da dire” su queste accuse. Dopo averlo incalzato per avere una risposta, la giornalista Rebecca Pecori è stata allontanata da Karol Linetty, altro calciatore del Torino, che le ha detto “Lo vuoi lasciare stare?”, prima di far salire il collega sull’autobus del club. Preme ricordare ancora una volta che, in questa vicenda, l’unica persona che non rischia alcuna conseguenza – considerando anche il pm Bucarelli, al momento sotto indagine – è proprio Demba Seck: è l’unico che finora è stato “lasciato stare” è proprio lui. Per sua stessa ammissione (anche questa dimostrata dalle chat con Ilaria Vitali), Seck ha mostrato un atteggiamento per cui, in quanto calciatore, si sente legittimato a comportarsi così e che le donne dovrebbero essergli riconoscenti per aver avuto l’opportunità di fare sesso con lui: il suo status lo rendere moralmente non-responsabile di fronte a comportamenti abusivi nei confronti delle donne. Una volta di più, serve ribadire che parliamo di una cultura diffusa nel mondo del calcio, già sottolineata da Pippo Russo in merito al caso Ched Evans, e rivista nelle testimonianze di Benjamin Mendy. Questo è un problema del calcio, su cui il calcio non vuole però discutere.
Aggiornamenti
11 aprile 2024: Il pm Bucarelli viene trasferito a Genova e demansionato a giudice civile, in attesa di un procedimento penale ai suoi danni. Dalle indagini interne del CSM emerge che il 20 febbraio 2023 Bucarelli avrebbe avuto “molteplici interlocuzioni telefoniche” con Marco Pellegri, team manager del Torino, avvisandolo della perquisizione. Pellegri avrebbe poi messo al corrente della cosa anche l’allenatore Ivan Jurić: “Il pm è un mito, sta cercando di aiutarci”.
3 febbraio 2025: Il pm Bucarelli viene condannato a un anno, nove mesi e dieci giorni (con sospensione condizionale), oltre all’interdizione dai pubblici uffici, per le accuse di frode in processo penale e depistaggio. Dovrà inoltre pagare risarcimenti per 15.000 euro al Ministero della Giustizia, e per 10.000 euro sia alla Presidenza del Consiglio che alla vittima che non ha tutelato (Veronica Garbolino).
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