C’è un posto, nella periferia a nord-est di Londra, appena sopra West Ham Park, dove il calcio è davvero qualcosa di speciale. Passando da Upton Lane, nella zona denominata Forest Gate, si svolta in una viuzza improbabile dedicata a Walter Tull, pioniere del calcio nero britannico e centrocampista che vestì soprattutto la maglia del Northampton Town, prima di cadere in combattimento nella Francia settentrionale, durante la Grande Guerra. Da qui si raggiunge l’Old Spotted Dog Ground, il più antico stadio di Londra, risalente al 1888, che prende il nome da un pub che sorgeva qui in precedenza. È stato a lungo la casa di un piccolo club locale, il Clapton FC (per il quale aveva esordito Tull, nel 1908), e dal 2023 è di proprietà del Clapton Community FC, una squadra dilettantistica interamente controllata dai suoi tifosi e animata da uno spirito popolare e sociale.
L’Old Spotted Dog è la sede del club, e nei suoi uffici sono custoditi diversi cimeli raccolti o donati negli anni dai soci e dai sostenitori della squadra, che grazie al suo impegno politico è riuscita a conquistarsi una vasta base di fan in tutto il mondo. Ci sono molte sciarpe e pure alcune maglie. Dalla collezione spicca un curioso oggetto: una divisa rossa della Umbro, storico marchio di abbigliamento sportivo fondato nel 1920 a Wilmslow, a sud di Manchester. Lo stile ricorda quello delle maglie del Liverpool della fine degli anni Settanta, con lo scollo a V bianco, ma non ha alcun logo dei Reds. Sul cuore c’è un disegno che ricorda il grande sciopero dei minatori britannici di metà anni Ottanta, con il motto “L’unità è forza”. Sul petto, al posto degli sponsor che all’epoca iniziavano ad affiorare sulle magliette delle squadre, una scritta in nero: “Sandinista”.
Tra i membri del Clapton CFC, la maglietta ha suscitato molti interrogativi: che cos’è? A quando risale? Chi l’ha realizzata e per quale motivo? Com’è arrivata all’Old Spotted Dog Ground? All’inizio di febbraio del 2026, dunque, iniziano le indagini per disseppellire la storia di questo insolito reperto: un articolo che mostra la maglietta viene pubblicato sul sito del club, con la richiesta a chiunque ne sappia qualcosa di mettersi in contatto con il Clapton. Al club sanno solo che è stata donata da un visitatore regolare dello stadio, perché uno dei tifosi del Clapton ha parlato brevemente con questo individuo durante la partita del 31 gennaio contro lo Stansted, senza però restarvi in contatto. Un piccolo affascinante mistero di calcio e politica, che sembra provenire da un passato distante e da molti dimenticato.
Lo sciopero dei minatori iniziò nel marzo del 1984, promosso dal sindacato National Union of Miners (NUM) guidato da Arthur Scargill contro la decisione del governo conservatore di Margaret Thatcher di chiudere una ventina di miniere in tutto il Regno Unito, lasciando senza lavoro 20.000 persone. Scargill era un ex militante comunista poi passato ai Laburisti, all’epoca molto più a sinistra di oggi; faceva il minatore da quando aveva 19 anni e aveva guidato il suo primo sciopero nel 1969, appena trentenne. La protesta del 1984 fu la più grande e significativa della sua vita: coinvolse 165.000 lavoratori in vari angoli del paese, bloccando numerose miniere e raccogliendo una grande solidarietà anche all’estero. Fu una delle proteste sindacali più lunghe della storia, durando fino a marzo del 1985, per un anno intero.

Gli scioperi della NUM del 1984/85 sono ricordati soprattutto, però, per il loro drammatico fallimento. Decisa a non cedere davanti alle richieste dei lavoratori, Thatcher scelse la via della repressione e del pugno duro, mobilitando un numero impressionante di agenti di polizia da tutto il paese. Fin dai primi giorni di protesta, furono denunciate aggressioni e violenze da parte dei poliziotti, che portarono a una crescita delle tensioni, culminate nella Battaglia di Orgreave, nello Yorkshire, del 18 giugno 1984. Al termine delle proteste, due minatori erano stati uccisi, David Jones e Joe Green, e circa 10.000 erano stati arrestati e incriminati: il governo Thatcher vinse la sua guerra, e poté portare avanti le sue politiche neoliberiste, che avrebbero cambiato irrimediabilmente l’economia e la società britanniche.
In quegli stessi anni, in un luogo molto lontano dal Regno Unito, si combatteva un’altra guerra, anche più cruenta. In Nicaragua, nel 1979, i guerriglieri del Frente Sandinista de Liberación Nacional avevano rovesciato il regime liberal-nazionalista di Anastasio Somoza, avviando una serie di riforme economiche e sociali di stampo socialista, volte a combattere la povertà e le disuguaglianze. Inizialmente avevano potuto godere dell’appoggio degli Stati Uniti, grazie al Presidente democratico Jimmy Carter, ma con la vittoria elettorale di Ronald Reagan nel 1980 le cose cambiarono. Tutti gli aiuti al Nicaragua furono interrotti e direzionati verso organizzazioni armate di destra dedite alla controrivoluzione, i Contras: la loro guerra ai Sandinisti veniva condotta con ogni mezzo, compresi i massacri di civili, gli attacchi a chiese e ospedali, gli stupri e le torture di innocenti. Sebbene nel 1982 il parlamento statunitense avesse stabilito il divieto di finanziare ancora i Contras, Reagan continuò a farlo clandestinamente, con la CIA che vendeva armi sottobanco all’Iran (all’epoca in guerra contro l’Iraq, teoricamente supportato dagli Stati Uniti) e ne girava i proventi ai Contras.
Nel Regno Unito, Thatcher appoggiava senza il minimo tentennamento Reagan, e quindi anche i Contras. All’inizio degli anni Ottanta, i Sandinisti erano diventati una sorta di nemico pubblico per la destra britannica, terrorizzati dall’esistenza di un nuovo paese comunista nel mondo. Girava voce che Thatcher volesse addirittura vietare la parola “sandinista”. Fu quindi in quel contesto che i Clash, band punk formatasi a Londra nel 1976 e guidata dall’anarchico Joe Strummer, nel 1980 pubblicarono un album divenuto rapidamente di culto, chiamato appunto Sandinista!. Un titolo che era un modo per urlare la parola di cui il governo aveva così tanta paura. Il primo sandinista era stato, ovviamente, Augusto César Sandino, che aveva guidato la resistenza rivoluzionaria nicaraguense contro l’occupazione statunitense, tra il 1927 e il 1933, e poi contro la dittatura del padre di Somoza, fino all’assassinio nel 1934.
Ma cosa c’entra tutto questo con una maglia spuntata fuori nel 2026 negli uffici di un piccolo club di calcio popolare londinese? Dopo poche settimane, grazie anche a un post su Instagram che ha avuto grande successo, il Clapton CFC ha reso nota la soluzione del “caso” della maglietta sandinista. A donarla è stato un uomo di nome Gary Dunn, che di recente si è trasferito a vivere nella zona nord-est di Londra: militante di sinistra, a metà degli anni Ottanta era impegnato in un comitato di supporto ai minatori inglesi nella zona londinese di Hackney, e assieme ad alcuni amici aveva creato una piccola squadra di calcio. Il logo dedicato allo sciopero del 1984/85 si spiega dunque così, mentre la scritta “Sandinista” si riferiva alla rivoluzione nicaraguense: all’epoca, Dunn era da poco tornato dal paese centramericano, dove si era recato assieme a una delegazione ufficiale per discutere del possibile gemellaggio tra le città di Liverpool e Corinto.

Con la sua squadra amatoriale, Dunn aveva fatto alcune piccole tournée in Olanda, in Belgio e in Germania, e durante lo sciopero del 1984/85 aveva partecipato a un torneo a Lovanio, in Belgio. Alla trasferta sul continente avevano partecipato anche due minatori, uno del Nottinghamshire e uno del Galles meridionale, che avevano ricevuto il sostegno economico da parte degli altri giocatori per poter sostenere le spese di viaggio, in un momento in cui ovviamente non stavano lavorando per partecipare alla protesta sindacale. Il torneo in Belgio era dunque stato anche un’occasione per parlare degli scioperi e per raccogliere fondi per la causa dei minatori britannici, ma purtroppo, quando la squadra fece ritorno in patria, la protesta era ormai stata soppressa.
Appena rientrati, Dunn e i suoi compagni parteciparono a un concerto benefico organizzato dalla University of London Union, cioè l’associazione studentesca dell’Università di Londra, presso la sala Logan Hall. Sul palco salirono Elvis Costello e Billy Bragg, il quale quarant’anni dopo, nel maggio del 2025, avrebbe suonato anche a un evento organizzato dal Clapton CFC per commemorare i combattenti volontari di Newham, a Londra, che difesero la Repubblica spagnola durante la Guerra civile (il Clapton ha anche una sua maglietta con i colori della bandiera repubblicana). Inoltre, alla tournée in Belgio della squadra di Dunn aveva partecipato anche Phil Vasili, scrittore e filmmaker, autore di un libro sulla vita di Walter Tull e presente all’inaugurazione della targa dedicata al calciatore nella via dell’Old Spotted Dog Ground, nel 2025.
“Ho pensato che la maglia dovesse avere una sede visibile e il Clapton CFC mi è sembrato il posto più ovvio” ha spiegato Gary Dunn, nella sua risposta al club.
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Fonti
–FARAONI Tiziana, Nicaragua 1979: il giorno in cui il popolo prese la Storia per le mani, L’Espresso
–Lo sciopero dei minatori britannici, che finì 30 anni fa, Il Post
–Mystery of the donated Sandinista/NUM shirt is solved, Clapton CFC


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