La radicalizzazione di Matt Le Tissier

Pochi giocatori hanno incarnato il calcio inglese degli anni Novanta quanto Matthew Le Tissier, o Matt Le God, fenomenale giocoliere dal fisico totalmente sgraziato, per 16 anni simbolo del Southampton. Nell’epoca in cui sorgeva la Premier League, un campionato zeppo di stelle internazionali e allenatori rivoluzionari, Le Tissier tenne l’Inghilterra ancorata a una tradizione di iconici campioni di provincia, capaci di stabilire record su record senza vincere un trofeo e vestendo la maglia della Nazionale solo per delle comparsate. Una delle più sincere figure romantiche del calcio contemporaneo, al punto che non si vorrebbe credere che sia la stessa persona che oggi vaneggia sui social di complotti e altre baggianate destrorse.

Continua a leggere “La radicalizzazione di Matt Le Tissier”

Banksy e il calcio

È difficile, oggi, vedere un disegno su un muro e non pensare “Banksy!”. Non si sa neppure bene cosa significhi, quel nome, e ancor meno si sa cosa nasconda: Banksy è la figura più enigmatica della contemporaneità, l’artista di strada più famoso al mondo ma di cui nessuno conosce l’identità. La notorietà e il suo opposto che convivono nello stesso soggetto, e l’una alimenta costantemente l’altra.

Continua a leggere “Banksy e il calcio”

La rivoluzione tradita

Inghilterra, fine anni Sessanta. La patria della palla lunga, calciata alta verso ali veloci o poderosi centravanti. Calcio verticale, che somma scontri fisici denunciando le sue comune origini con il rugby: calcio inglese, fresco campione del mondo. In questo mondo, Brian Clough è un misconosciuto eretico, un ex-centravanti classico e implacabile che a 29 anni ha dovuto ritirarsi per irrevocabile decisione di un legamento crociato, che ora sta sulla panchina di un club dei bassifondi della Second Division, il Derby County.

Continua a leggere “La rivoluzione tradita”

Come la politica del Golfo influenza il calcio europeo

Sembrava tutto fatto: Mohammad bin Salman Al Sa’ud, principe ereditario dell’Arabia Saudita, era a un passo dall’acquistare il Newcastle United da Mike Ashley. Un’operazione che avrebbe fatto del club del North-East una delle società di calcio più ricche al mondo. Invece, il passaggio di proprietà è sfumato, e secondo diverse fonti dietro questo intoppo ci sarebbero gli evidenti riflessi della politica del Golfo Persico sul mondo del calcio europeo.

Continua a leggere “Come la politica del Golfo influenza il calcio europeo”

La sentenza sul Manchester City è la conseguenza del sistema in cui viviamo

Ci si può stupire del modo in cui è finita la vicenda del Manchester City? Il club inglese era accusato di aver falsificato i bilanci per aggirare le norme del Fair Play Finanziario, ed era inizialmente stato condannato a due anni di esclusione dalle coppe europee e a 30 milioni di euro di multa; poi, il 13 luglio, la sentenza della Corte Arbitrale per lo Sport di Losanna ha ribaltato tutto, riammettendo i Citizens alle competizioni internazionali e riducendo la multa a soli 10 milioni. Ci si può stupire? Ragionevolmente, no.

Continua a leggere “La sentenza sul Manchester City è la conseguenza del sistema in cui viviamo”

I dimenticati pionieri neri del calcio

Un campo da calcio, un pallone che rotola, ventidue giocatori. L’ala destra prende il pallone, semina i difensori, tira e batte il portiere. C’è solo un particolare: tutti questi nomi andrebbero messi al femminile, perché in campo ci sono delle donne, anche se siamo nel lontano 1896. È il Mrs. Graham XI, la prima squadra di calcio femminile della storia, fondata nel 1881 dalla scozzese Helen Graham Matthews. Ah no, c’è un altro particolare: la ragazza che gioca all’ala destra si chiama Emma Clarke, ha solo vent’anni ed è una calciatrice di grande talento, forse la più forte in Inghilterra e, quindi, nel mondo. Ed è nera.

Continua a leggere “I dimenticati pionieri neri del calcio”

“Possiamo giocare, ma non allenare”

“Ci sono circa 500 giocatori in Premier League, e un terzo di loro sono neri. Eppure non abbiamo qualcuno che ci rappresenti nelle istituzioni, o negli staff tecnici.” Lo ha detto alla BBC Raheem Sterling, attaccante del Manchester City e della nazionale inglese da sempre molto attento alle problematiche razziali nel calcio. Fa un certo effetto, specialmente se implicitamente siamo portati a considerare il calcio come un ambiente meritocratico. Ma il dato è inequivocabile: i massimi campionati europei sono da anni pieni di calciatori neri, eppure pochissimi di questi riescono a trovare lavoro come allenatori ad alti livelli.

Continua a leggere ““Possiamo giocare, ma non allenare””

Whites vs Blacks: Una storia di calcio inglese e razzismo

Len Cantello è un ragazzone di 28 anni, folta chioma bionda e volto squadrato e spigoloso, come certi divi del cinema del decennio precedente. Nelle Midlands occidentali, è un idolo: è uno che ci è praticamente nato, al West Bromwich Albion, anche se la carta d’identità dice Manchester; è entrato nei Baggies a 18 anni, nel 1967, e ne ha attraversato oltre un decennio. Non certo il più brillante dei giocatori, Cantello è un mediano di fatica, di quelli destinati all’anonimato tra il grande pubblico e alla gloria imperitura tra pochi fedelissimi fan. D’altro canto, il suo WBA non è stato certo uno dei più memorabili della storia: Cantello ha fatto in tempo a vincere una FA Cup nel 1968, per poi vivere diverse stagioni d’anonimato e Second Division, fino al 1977 e all’arrivo in panchina di Ron Atkinson e a un clamoroso terzo posto nella stagione appena conclusa, quella del 1978-79. Ma i mediani, a furia di correre per tutti, invecchiano in fretta.

Continua a leggere “Whites vs Blacks: Una storia di calcio inglese e razzismo”