Umar Sadiq è uno dei nomi emergenti nel calcio spagnolo. Siamo nell’estate del 2022, e la 25enne punta nigeriana è reduce da una stagione sensazionale in Segunda División con la maglia dell’Almería, in cui ha segnato 19 reti decisive per la vittoria del campionato e la promozione nella massima serie. Su di lui c’è l’interesse di club più blasonati, in particolare della Real Sociedad, che deve trovare un sostituto al suo centravanti Alexander Isak, in procinto di trasferirsi per 70 milioni al Newcastle. In questi stessi giorni, però, il nome di Sadiq circola anche nelle aule del Tribunale di La Spezia, in Italia, assieme a quelli di altri suoi colleghi: nessuno di loro è accusato di nulla, ma risultano essere parte di un gruppo di giocatori nigeriani che, negli anni precedenti, è arrivato a giocare in Europa in seguito a operazioni tanto complesse quanto sospette, che potrebbero qualificare il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina da parte di alcuni dirigenti sportivi liguri.
Sadiq è nato nel 1997 a Kaduna, nella Nigeria centro-settentrionale. Nel 2010 ha iniziato a giocare nel Football College Abuja, una scuola calcio di Abuja, la capitale del paese africano. Tre anni dopo ha vinto la classifica dei cannonieri della Kvarnerska Rivijera, una nota competizione di calcio giovanile organizzata a Rijeka, in Croazia, dal principale club locale, il HNK Rijeka. Improvvisamente, la sua carriera ha preso una piega imprevista: si è ritrovato a La Spezia, a giocare nelle giovanili del club bianconero e a vincere la classifica cannonieri del Campionato Primavera 1 italiano. La cosa insolita è come abbia potuto un ragazzo adolescente arrivare dalla Nigeria in Italia risultando, secondo gli atti ufficiali, un minore non accompagnato in un paese straniero. A complicare la situazione c’è il fatto che il suo caso non è affatto unico: un anno dopo di lui, anche un altro attaccante del Football College Abuja, David Okereke, è entrato nelle giovanili del piccolo club ligure, all’epoca militante in Serie B, dopo essere stato registrato dalle autorità italiane come minore non accompagnato.
La Procura di La Spezia ha identificato in tutto 13 adolescenti nigeriani che hanno seguito questo curioso percorso, nel periodo compreso tra il 2013 e il 2017. Tutti della scuola calcio di Abuja, tutti transitati da un torneo giovanile in Europa, a Rijeka o in Liguria, tutti ritrovatisi in Italia come minori non accompagnati. E poi tutti entrati nelle giovanili dello Spezia, affidati a famiglie italiane legate alla società ligure, parcheggiati in prestito in club dilettantistici della zona e infine ceduti altrove. Unire i puntini non è complicato: il Football College Abuja è stato fondato nel 2012 da Gabriele Volpi, un imprenditore italiano che ha iniziato a investire in Nigeria negli anni Settanta, nell’ambito della logistica del settore petrolifero. Questi affari hanno reso Volpi estremamente ricco, convincendolo a entrare nello sport ligure: nel 2000 ha acquistato la storica squadra di pallanuoto Pro Recco, otto anni dopo è entrato nel calcio rilevando lo Spezia in Serie D, e infine nel 2012 ha comprato la maggioranza delle quote del HNK Rijeka.
Secondo gli investigatori, questo sistema coinvolgerebbe oltre una decina di collaboratori di Volpi, a partire da Gianpiero Fiorani. È un ex banchiere divenuto celebre suo malgrado nella cronaca italiana degli ultimi mesi del 2005, quando venne indagato con varie accuse e infine arrestato nell’ambito di un grave scandalo bancario. Nel 2012, finita di scontare la pena per falso in bilancio tramite un affidamento ai servizi sociali, Fiorani è stato chiamato da Volpi per dirigere le attività del suo gruppo, comprese quelle nel mondo dello sport. Ma i legami internazionali del patron dello Spezia sono molto più ampi. Uno dei più importanti è quello con Atiku Abubakar, imprenditore nigeriano del settore petrolifero, vice-Presidente della Nigeria tra il 1999 e il 2007, e socio di Volpi nella holding panamense Orlean Invest Holding. Quest’ultima è la società attraverso cui vengono controllati l’academy di Abuja e i club sportivi di Volpi, compreso il HNK Rijeka, che è affidato alla gestione diretta di Damir Mišković, già socio dell’imprenditore ligure nelle sue operazioni in Africa, vice-presidente della Federcalcio croata e, dal 2016, console onorario della Croazia in Nigeria.

È proprio da Rijeka che è emerso il caso, al momento del prestito dell’attaccante Goodness Ajayi dal club croato ai bosniaci del Siroki Brijeg, nel 2015. Ajay era stato prelevato tre anni prima dal Football College Abuja, diventando il primo giocatore dell’accademia a trasferirsi all’estero, ma al momento di passare a un nuovo club europeo qualcosa di insolito era emerso nei suoi documenti. La FIFA aveva dunque avviato un’indagine, conclusasi con una multa di 16.000 franchi svizzeri alla Federcalcio croata, rea di aver permesso un trasferimento illegittimo di un calciatore extracomunitario minorenne. Da lì, però, l’indagine si era necessariamente allargata, quando le autorità si erano accorte che Ajay non era stato che l’apripista per una serie di adolescenti trasferitisi in maniera sospetta dall’academy di Abuja alle stesse due società europee, il HNK Rijeka e lo Spezia. Nel 2018, anche la Giustizia italiana aveva dunque iniziato a interessarsi al caso.
L’accusa, formulata un anno più tardi, indicava Volpi, Fiorani e un terzo collaboratore – l’ex pallanuotista della Pro Recco Maurizio Felugo – come responsabili di un sistema per selezionare giovani calciatori dalla scuola calcio nigeriana, farli arrivare in Europa per disputare dei tornei giovanili, quindi trattenerli e farli risultare come minori non accompagnati. Individuare i giocatori più promettenti era compito di Renzo Gobbo, ex centrocampista di Serie A e B negli Ottanta e poi direttore tecnico dell’academy di Abuja, e di Claudio Vinazzani, responsabile del settore giovanile del club ligure. Luigi Micheli, amministratore delegato dello Spezia, firmava i documenti per richiedere l’ingresso in Italia dei giocatori, che venivano poi affidati a Roberto Sannino, vice allenatore della Lavagnese e tutore legale designato per i giovani nigeriani. La Lavagnese era una delle due squadre dilettantistiche in cui venivano parcheggiati i ragazzi, assieme al Valdivara 5 Terre, il cui presidente Giovanni Plotegher era il genero dell’ex senatore di Forza Italia Luigi Grillo, coinvolto con Fiorani nello scandalo Bancopoli. Per stare in regola con le leggi italiane, i giovani giocatori venivano iscritti a una scuola di Chiavari, che nessuno di loro risulta però aver mai frequentato.
Una volta maggiorenni, diventavano ufficialmente dello Spezia e potevano essere venduti, ricavandone ottime plusvalenze: nell’estate del 2016, Abdullahi Nura e Umar Sadiq erano passati alla Roma per 5 milioni di euro complessivi, mentre Okereke era stato pagato 8 milioni dal Club Brugge. Cifre considerevoli, per una squadra che annualmente dichiarava ricavi di poco superiori ai 10 milioni e che registrava non poche perdite, a causa delle spese sostenute dalla proprietà per portare la squadra dalla Serie D alla lotta per la promozione in Serie A. Ma il pesce puzzava dalla testa: già nel 2014, la Federcalcio nigeriana aveva ricevuto delle lamentele dai giocatori del Football College Abuja e dalle loro famiglie, che denunciavano il sequestro del passaporto dei ragazzi da parte di Clement Kumbi Titiloye, il dirittore dell’academy. A dispetto dei costi esorbitanti della scuola calcio, i ragazzi erano trattati quasi come schiavi e accusavano di non ricevere adeguato sostegno economico durante i lunghi tornei in Europa.
L’inchiesta aveva tutto per fare scalpore e poter puntare finalmente un riflettore, in Italia, sul tragico fenomeno sommerso del football trafficking, ovvero il traffico criminale di giovani calciatori dall’Africa all’Europa. Già nel settembre 2019, però, la Procura di La Spezia aveva chiesto l’archiviazione per Volpi e Fiorani, dato che non erano emerse prove del loro coinvolgimento diretto nelle operazioni. Pochi mesi dopo, il procuratore Antonio Patrono aveva invece ottenuto il rinvio a giudizio di Micheli, Vinazzani, Gobbo e Sannino per l’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Nel frattempo, Volpi stava iniziando a tirarsi fuori da quella situazione: nel 2018 aveva ceduto a Mišković le sue quote del HNK Rijeka, e l’anno seguente aveva acquistato l’Arzachena, club di calcio sardo appena fallito e costretto a ripartire dalla Serie D. Nel 2020, finalmente era arrivato il traguardo a lungo inseguito dall’imprenditore ligure: la promozione dello Spezia in Serie A. Un risultato fondamentale per attirare nuovi investitori nella società bianconera, e infatti già nel febbraio 2021 veniva ufficializzata la cessione degli Aquilotti allo statunitense Robert Platek.

Nel luglio 2021, a salvezza ottenuta, lo Spezia si vedeva infine comminare una durissima sanzione da parte della FIFA, che aveva concluso la sua indagine sul caso del tesseramento dei giocatori del Football College Abuja. Per il club ligure era stato deciso un blocco del mercato di due anni più una multa da 500.000 franchi svizzeri: una beffa, considerando che tutte le persone coinvolte nel caso, dalla proprietà ai dirigenti, non facevano più parte della società. Due anni prima, nel novembre 2019, la vecchia leadership spezzina aveva invece patteggiato con la Procura Federale della FIGC, accettando di pagare una sanzione di appena 60.000 euro per evitare un processo sportivo in Italia. Nello stesso contesto, Micheli e Vinazzani avevano ricevuto otto mesi di squalifica ciascuno e avevano dovuto versare rispettivamente 6.000 e 14.000 euro di ammenda alla Federcalcio italiana.
Queste si sarebbero rivelate le uniche punizioni nei confronti delle persone coinvolte nel caso del traffico dei giovani calciatori da Abuja verso Rijeka e La Spezia. Nel luglio del 2025, infatti, il processo ordinario si è concluso con la sorprendente assoluzione degli ultimi quattro imputati perché, secondo la Corte, “il fatto non sussiste”. Renzo Gobbo ha lasciato l’academy di Abuja nel 2018, trasferendosi a lavorare nella scuola calcio EurAfrica di Accra, in Ghana, dove ha scoperto l’attaccante Felix Afena-Gyan, per poi rientrare stabilmente in Italia nel 2024. Luigi Micheli ha continuato a lavorare nel calcio: nel febbraio 2025 si è dimesso rocambolescamente da direttore generale del Brescia, ad aprile è diventato consulente del Cosenza ed è stato pure denunciato dall’allora proprietario del suo vecchio club, Massimo Cellino, per truffa e autoriciclaggio. A settembre, la sua collaborazione con il Cosenza è stata interrotta senza spiegazioni.
In quanto a Gabriele Volpi, nell’estate del 2023 ha deciso di disimpegnarsi, dopo tre anni abbastanza anonimi, anche dall’Arzachena, che senza il supporto dell’Orlean Invest ha dichiarato fallimento. Un anno più tardi, l’imprenditore ligure ha ceduto anche la Pro Recco, che in 24 anni aveva riportato ai vertici della pallanuoto italiana e internazionale: la società è passata completamente nelle mani di Maurizio Felugo. Nel luglio 2023, Clement Kumbi Titiloye, uscito miracolosamente indenne dalle accuse di sequestro dei passaporti dei giovani giocatori del Football College Abuja, ha assunto il ruolo di presidente esecutivo del Kwara United, con cui nel giugno del 2025 ha conquistato una storica Nigeria Federation Cup, ovvero la coppa nazionale del calcio nigeriano. Damir Mišković è ancora in controllo del HNK Rijeka, sebbene dal 2024 si parli di un’imminente cessione del club, che nell’agosto del 2025 ha attirato l’interesse dello statunitense Bill Foley, già proprietario del Bournemouth. Nel 2025, comunque, il HNK Rijeka ha vinto sia il campionato che la Coppa di Croazia.
Nella foto di copertina: Umar Sadiq ai tempi dello Spezia, dove ha giocato ufficialmente solo nella stagione 2014/2015, senza mai debuttare in prima squadra.
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Fonti
–HASSAN Samir, Sadiq e il primo gol in serie A del Football Club Abuja, Il manifesto
–MERLUZZI Massimo, Calcio e immigrazione. Assolti i big dello Spezia, La Nazione
–RUSSO Pippo, Lo Spezia e il gioco grande del Sistema Nigeria, Domani


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