Herrera, il mago anarchico

Non sapremo mai se lui avvertisse una qualche contraddizione, anche solo un piccolo fastidio, sapendo che stava per andare a lavorare per uno dei più ricchi imprenditori italiani. Possiamo immaginare che avesse ormai da tempo imparato a separare l’esigenza di una carriera felice e di successo dal suo retroterra politico, che infatti rimase sempre piuttosto segreto. Nell’estate del 1960, Helenio Herrera Gavilán atterrava a Milano per andare ad allenare l’Inter, apprestandosi a dare vita a una delle più grandi squadre di tutti i tempi. Sarebbe stata una strada lunga e tortuosa, che l’avrebbe costretto a rivedere molti dei suoi principi di gioco, ma ormai il Mago aveva imparato che la vita è fatta di compromessi. Non male, comunque, per il figlio di un immigrato anarchico in esilio in un altro continente.

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Essere Antoine Griezmann

La Francia ha sempre avuto un rapporto ambiguo, con Antoine Griezmann. Forse perché un talento così eccezionale è riuscito, non si sa come, a passare inosservato dalla ramificata struttura del calcio giovanile transalpino, finendo a vivere da esule oltre confine fin da quand’era un ragazzino. È un francese strano, Griezmann, spesso frainteso (come d’altronde pare essere sempre stato frainteso al Barcellona, dove gioca, senza per la verità il successo sperato, dal 2019).

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Il Barcellona è davvero “più di un club”?

La scritta campeggia sulle tribune del Camp Nou, il “Nuovo Stadio” inaugurato nel 1957 a Les Corts, il distretto occidentale di Barcellona. Més que un club è il motto che incarna lo spirito del FC Barcellona, la sua vocazione a essere simbolo non solo di una città ma di un’intera regione, quella Catalogna che non si è mai del tutto sentita parte della Spagna. Questa storia la si sente ripetere spesso, ma è vera solo in parte: Més que un club, in verità, è soprattutto uno slogan promozionale, una mossa di marketing mascherata da messaggio politico.

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Morera, un costaricano a Barcellona

“Ho bisogno di denaro”. Esordì così, nell’estate del 1936, Alejandro Morera, davanti al signor André Vassenet. Morera era un costaricano di ventisette anni, bassa statura, capelli ben pettinati e sguardo intenso; Vassenet un signore che da un anno appena era divenuto il primo francese a presiedere il Le Havre Athletic Club, la più antica società di football di Francia.

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