Ruanda, il calcio contro il genocidio

“La tempesta è passata e la pioggia è passata, ma posso ancora sentire la voce del tuono.” – Amina Umuhoza

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L’Egitto prima di Salah

“Raggiungemmo una piccola spiaggia piena di scheletri di decine di navi in costruzione / Nessuna delle navi era pronta a salpare / Solo parti disperate di tronchi di eucalipto e di gelso segati / Il più saggio di noi propose una partita di calcio con la guardia costiera.” – Ibrahim El Sayed

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Il Mondiale per Club non è più un affare Europa-Sudamerica

Per 45 anni, il trono del calcio mondiale è stato condiviso tra club di Europa e Sudamerica, come se nessun’altro giocasse al pallone nel resto del pianeta. E, a guardare l’albo d’oro dei Mondiali – quelli con le nazionali – non sembrava così falso: messo da parte il terzo posto degli Stati Uniti nel 1930 – in un Mondiale rimaneggiato, con pochissime europee – la Corea del Sud di Guus Hiddink nel 2002 è stata l’unica squadra non euro-americana a salire sul podio della Coppa del Mondo. Eppure solo tre anni dopo quel risultato, la Fifa metteva le sue mani sulla vecchia Coppa Intercontinentale e decideva di aprirla ai club di ogni angolo del mondo. Continua a leggere “Il Mondiale per Club non è più un affare Europa-Sudamerica”

L’azzurro è l’unico colore che conta

Solo pochi mesi fa, a fine maggio, il nuovo corso dell’Italia di Mancini iniziava all’ombra di uno striscione: “Il mio capitano ha sangue italiano”, esposto da alcuni tifosi contro Mario Balotelli, primo capitano di colore della nazionale. In questi giorni, Mancini ha fatto esordire il primo classe 2000 nella nazionale maggiore, Moise Kean, in amichevole contro gli Stati Uniti. Oltre ad aver finalmente iniziato a proporre un gioco all’altezza delle grandi rivali internazionali degli ultimi anni, l’Italia sta dando spazio in nazionale ai nuovi italiani, ormai un dato di fatto nella nostra società, nonostante l’ottusa opposizione di chi crede che “non esistono neri italiani”.

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Noi siamo la Francia

Il 6 maggio la Francia sceglierà il suo nuovo presidente, e per la seconda volta nella storia al ballottaggio concorrerà un candidato di estrema destra: l’ascesa di Marine Le Pen è il segno di un paese (e di un’Europa intera) che sta virando verso il razzismo, laddove la coesione sociale tra bianchi e neri vige da sempre e la sfida dell’integrazione sembrava essere stata vinta. La Francia che ha ottenuto grandi successi nel calcio (e non solo, ovviamente: ma questo è soprattutto un blog sul calcio) grazie a “compatrioti acquisiti” è stata dimenticata in favore di una retorica razzista: niente scuole pubbliche per gli stranieri, nuove tasse sui lavoratori non francesi, chiusura dei confini nazionali, e tutto il resto del copione. Continua a leggere “Noi siamo la Francia”