Se fosse così facile fermare una guerra

Correva l’anno 1969, e il Santos era stato invitato a giocare un’amichevole a Benin City – che, a dispetto del nome, non si trova in Benin ma bensì in Nigeria – nonostante nel paese fosse in corso una guerra civile. Ma la magia del calcio, e la fama di Pelé, fecero sì che il governo e i ribelli decidessero di accordarsi per una tregua, permettendo alla gente di recarsi allo stadio a vedere la partita della squadra brasiliana. È una delle storie preferite di Pelé, che l’ha riportata su Twitter anche nell’ottobre 2020, e ovviamente dei suoi innumerevoli tifosi: la volta in cui O Rei fermò una guerra. Inutile dire che le cose andarono un po’ diversamente.

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Clodoaldo, il sesto numero 10 del Brasile del ’70

Chiunque l’abbia visto, non ha dubbi che il Brasile del 1970 sia stata la nazionale più forte di tutti i tempi. Raccoglie forse meno consensi, oggi, rispetto all’Olanda – bella e perdente, e per questo più romantica – che avrebbe disputato le due successive finali mondiali, magari anche un po’ a causa dell’eurocentrismo intrinseco della storia del calcio. Eppure, non c’era poi tanta differenza tra quelle due squadre: un gioco estremamente offensivo, una ragnatela di passaggi perfetti, giocatori capaci di interpretare ogni ruolo e vedere il gioco con una lucidità unica.

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Pelé: La Serie – Episodio 1

“La povertà era chiedersi che cosa sarebbe successo se non fossimo riusciti a mettere insieme abbastanza denaro per la legna. La povertà era lesinare, e persino odiare ogni pezzetto di legna che veniva ingoiato dalla fornace di quella stufa. La povertà è essere derubati di ogni rispetto e fiducia in se stessi. La povertà è paura. Non paura della morte, paura di vivere.” – Pelé

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Cosa succede al calcio sudamericano?

I club che vincono la Libertadores trovano sempre maggiori difficoltà a raggiungere la finale del Mondiale per Club, e le nazionali sudamericane non vincono il titolo iridato dal 2002, hanno fallito il Mondiale casalingo del 2014 e a Russia 2018 sono rimaste fuori dalle semifinali, eventualità verificatasi solo in altre occasioni, l’ultima nel 1982. La crisi del calcio sudamericano ormai è sotto gli occhi di tutti, e comprenderla non è affatto semplice.

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