Ibra, Lukaku, periferie e aristocrazie

Qualche sera fa l’Italia ha assistito alla quasi rissa tra due calciatori in diretta tv. No, meglio: ha assistito a un pezzo di calcio di periferia trapiantato alla Scala del calcio, in uno dei principali palcoscenici sportivi del mondo. Ed è ovviamente rimasta inorridita, come si resta sempre inorriditi quando ci si trova davanti ai ragazzi che dalle periferie affluiscono al centro e si ostinano a non voler abbandonare quel modo di fare così “periferico”.

Continua a leggere “Ibra, Lukaku, periferie e aristocrazie”

Storia di un esodo: la Svezia

È quasi superfluo stare a spiegare chi sia e cosa abbia rappresentato Zlatan Ibrahimović per il calcio svedese, al netto dei magri risultati che ha raccolto con la nazionale: indubbiamente, era dai tempi di Nils Liedholm che il paese non poteva vantare una stella internazionale del suo livello. Ma in che momento i calciatori svedesi sono diventati campioni da palcoscenico europeo, appetiti dai club più ricchi del continente? Storia di un esodo è un ciclo di articoli che raccontano proprio questo, ogni volta partendo da una nazione diversa.

Continua a leggere “Storia di un esodo: la Svezia”

Zlatan da Rosengård

Malmö è una città fredda di un paese freddo. Si affaccia su uno stretto e guarda in faccia Copenaghen, la sua gemella danese. Dietro di essa, allontanandosi dal porto e muovendosi verso l’autostrada, ci si imbatte in un vasto quartiere popolare chiamato Rosengård. Il governo cittadino lo ha fatto costruire alla fine degli anni Sessanta, per risolvere la crisi abitativa: oltre un milione di nuove case per ospitare una popolazione in rapida crescita, emblema di una nazione che si stava modernizzando e ambiva a diventare un simbolo per tutta l’Europa. Rosengård è cemento e spazi angusti, un micromondo tagliato a metà da una lama di asfalto e gas di scarico chiamata Amiralsgatan – che nasce in pieno centro, sulle rive del Rörsjökanalen, e poi fugge fuori dalla città – e divide così in due parti un tessuto urbano complesso, in cui fin da subito sono iniziati a germogliare disoccupazione e rabbia giovanile.

Continua a leggere “Zlatan da Rosengård”

Le calciatrici che dissero no a Gaucci

Corre l’inverno del 2003. I giornali sportivi rimbalzano la notizia che può finalmente animare un calciomercato fino a questo momento deludente: il Perugia potrebbe essere la prima squadra maschile a ingaggiare una calciatrice donna.

Continua a leggere “Le calciatrici che dissero no a Gaucci”

Puntare sui giovani fa la differenza

Prima di affrontare l’Italia negli spareggi per il Mondiale 2018 (e poi anche dopo), la stampa e il pubblico hanno insistito nel definire la Svezia una squadra scarsa. Una squadra scarsa non avrebbe tenuto in scacco la Germania, non avrebbe travolto il Messico, arrivando prima in quel girone, e non si troverebbe ora ai quarti di finale del Mondiale. L’ultima apparizione della Svezia risaliva al 2006, e il risultato di Russia 2018 è il migliore dal 1994 (quando arrivò terza) e il quinto migliore della storia degli Scandinavi.

Continua a leggere “Puntare sui giovani fa la differenza”