L’inganno di Paul Breitner

“L’arte per l’arte, l’arte al di sopra delle classi, l’arte al di fuori della politica e indipendente da essa in realtà non esiste.”

Mao Tse-Tung
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Cos’è successo all’uomo del domani?

Nel 2014, era opinione abbastanza diffusa che Gareth Bale – un ragazzo di venticinque anni nato a Cardiff, affermatosi come terzino sinistro al Southampton e trasformatosi in ala sinistra al Tottenham – fosse un dei giocatori più determinanti del mondo. Di più: che fosse il prototipo del giocatore del domani, unendo in un mix perfetto straordinarie capacità atletiche a una tecnica che pochi al mondo potevano non invidiargli. Oggi, il suo curriculum segna più infortuni che trofei vinti (e Bale, di trofei, ne ha vinti parecchi). Pochi giorni fa era sul punto di trasferirsi in Cina e adesso pare non lo voglia più nessuno.

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La triste fine degli “Zidanes y Pavónes”

Era il maggio 2002: una splendida volée di Zinedine Zidane portava il Real Madrid a vincere la sua nona Champions League, la terza in cinque anni; il più grande Real dai tempi di Di Stefano e Puskas. Nel frattempo, la stagione precedente, Vincente Del Bosque aveva fatto esordire un ventenne difensore centrale di nome Francisco Pavón, un prodotto della Fabrica, il settore giovanile madrileno, che mirava a sostituire l’ormai trentaquattrenne leggenda Fernando Hierro. Si parlava, all’epoca, di “Zidanes y Pavónes”.

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Quando scoprii Cristiano Ronaldo

“Ricordo questo ragazzino assolutamente fantastico che s’impegnava al massimo ogni singolo giorno, con la forza di volontà che aveva poteva fare qualsiasi cosa pur di realizzare i proprio sogni.” – Aurelio Pereira, osservatore dello Sporting Lisbona

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