Che mai ci sia pace tra Argentina e Inghilterra

“Stai ammonendo solo noi. Solo noi.” Il lungagnone albiceleste col 10 sulle spalle lo ripete stentoreo, con tono polemico, ma tanto serve a poco: Rudolf Kreitlein – apprezzato sarto bavarese che però è pure un’ancor più apprezzato arbitro – non capisce una parola di spagnolo. Sa solo che quel tono ha un che di arrogante: il lungagnone lo fissa dall’alto in basso, con quei suoi occhi piccoli e torvi e quel nasone saccente. Così, Kreitlein gli dice di andarsene fuori. Sono passati 35 minuti dall’inizio della partita, e Argentina e Inghilterra stanno ancora sullo 0-0.

Continua a leggere “Che mai ci sia pace tra Argentina e Inghilterra”

Asparuhov: il clamore e il silenzio

Era il derby scudetto, ma lo era solo sulla carta. Per vincere il titolo, al Levski Sofia sarebbe servita una vittoria da record, perché al divario in classifica si aggiungeva quello incolmabile della differenza reti. La porta avversaria fu violata da un tiro di Tsvetan Vesselinov: il bello di vincere contro il CSKA non è mai un fattore secondario. Poi, il fattaccio.

Continua a leggere “Asparuhov: il clamore e il silenzio”

La Corea vista dalla Corea

La storia di quella partita è nota – meglio, famigerata. 19 luglio 1966, Ayresome Park, Middlesborough: l’Italia viene eliminata dai Mondiali ad opera dell’esordiente e sconosciuta Corea del Nord. Rete al 42′ di Pak Doo-ik, dentista che dentista non era. Un evento che è una meteora, seppur determinante, nella storia del calcio italiano, ma una pietra miliare in quella del calcio nordcoreano.

Continua a leggere “La Corea vista dalla Corea”

Gordon Banks voleva zittire il mondo

Jairzinho riceve un superbo filtrante, finta e scatto, e il marcatore resta lì dietro, scartato come un birillo. Palla in mezzo, che attraversa volando tutta l’area di rigore e si schianta contro la dura zucca di Pelè. Il pallone si trasforma in un razzo-missile, scagliato verso un angolino remoto dello specchio della porta; prima di varcare la linea bianca e abbracciare la rete, rimbalza violentemente sull’erba verde e calda di un pomeriggio di sole messicano, e alla potenza aggiunge l’imprevedibilità. Tutto il mondo urla gol; un uomo solo dice no. E, da solo, zittisce il mondo intero. Continua a leggere “Gordon Banks voleva zittire il mondo”