Cuba ballò la rumba in Francia

Erano appena in quindici. Il governo non poteva permettersi di pagare il viaggio in nave dall’Avana a Marsiglia, più le spese di soggiorno in Francia, per una rose intera di oltre venti individui. Era già un mezzo miracolo essere lì: tutte le altre squadre centro e nordamericane, compresi Messico e Stati Uniti, avevano dovuto rinunciare per ragioni economiche, e delle sudamericane – indispettite con la Fifa per aver rotto la regola dell’alternanza Europa-Sudamerica per il paese organizzatore – il solo Brasile aveva risposto all’appello per i Mondiali di Francia. Continua a leggere “Cuba ballò la rumba in Francia”

I primi asiatici: un sogno indonesiano

Può esistere un Mondiale di 90 minuti? Può esistere un’avventura tanto effimera, quasi onirica, come quella delle Indie Orientali Olandesi ai Mondiali del 1938, che possa comunque essere considerata reale? Quella che oggi chiamiamo Indonesia – prima di Erick Tohir, prima di Radja Naingolaan, prima anche di Giovanni Van Bronckhorst – divenne quasi per caso la prima nazionale asiatica a prendere parte a una Coppa del Mondo. Lo fece in sordina, senza lasciare altra traccia nell’universo del pallone se non il proprio nome; arrivò, giocò e se ne tornò subito a casa, dopo un inappellabile 0-6 subito dalla futura finalista Ungheria. Eppure, per la prima volta una colonia prendeva parte al più importante torneo calcistico del pianeta. Continua a leggere “I primi asiatici: un sogno indonesiano”