L’avventura europea della squadra di Solidarność

Quella dei sedicesimi di finale della Coppa delle Coppe 1983-84 era una sfida che fin dal sorteggio si sapeva avrebbe avuto poco da dire: da un lato la Juventus, la corazzata allenata da Giovanni Trapattoni che solo pochi mesi prima aveva giocato la finale della Coppa dei Campioni; dall’altro lo sconosciuto Lechia Gdańsk, una sorta di favola sportiva in salsa polacca che aveva da poco ottenuto la promozione in seconda divisione. A riprova di ciò, l’andata a Torino si era conclusa con un perentorio 7-0 e, dopo soli 17 minuti dal fischio d’inizio della gara di ritorno, Beniamino Vignola aveva portato ulterormente avanti i bianconeri. Ma nell’intervallo, mentre le squadre stavano negli spogliatoi, un coro iniziò a levarsi dal pubblico di casa; “Ci fece venire i brividi – dirà il giovane allenatore dei polacchi Jerzy Jastrzębowski – L’intero stadio stava gridando Solidarność“. Non abbastanza per cambiare il corso della sfida, ma sufficiente forse per quello della Storia.

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