Come l’Atlético Madrid è diventato la squadra dei franchisti

Le ore prima di una partita sono sempre febbrili. Febbrili, cioè calde e tremanti, irrequiete. Specialmente se la partita in questione è un derby, come quello tutto spagnolo che quella sera di dicembre metteva a confronto l’Atlético Madrid e la Real Sociedad in Coppa UEFA. Da San Sebastián erano scesi in tanti, per quel match: la capitale era stata invasa dalla gente del Nord, quei baschi in qualche modo imparentati con i terroristi dell’ETA che proprio in quei giorni trattavano con il governo Aznar per porre fine alla lotta armata. E il Vicente Calderón rappresentava il rovescio della medaglia, una roccaforte unionista e conservatrice. Così che era molto incauto entrare in un bar dei dintorni dello stadio con indosso una sciarpa della Real Sociedad, in una sera del genere, come aveva fatto Veronica, la ragazza di Aitor, due dei tifosi scesi per l’occasione da San Sebastián. Erano volati insulti pesanti, spintoni, e i due ragazzi aveva deciso di andarsene, ma sulla porta uno aveva piantato un coltello nel cuore di lui. Aitor Zabaleta, 28 anni, si era trascinato fino alle porte dello stadio, dov’era crollato a terra, prima di morire in ospedale. L’uomo che l’aveva ucciso si chiamava Ricardo Guerra Cuadrado, ed era membro di un’organizzazione chiamata Frente Atlético.

Continua a leggere “Come l’Atlético Madrid è diventato la squadra dei franchisti”