La Corea del Sud, tra la guerra e il Mondiale

Sono circa le sei e un quarto di sera, quando si chiude questa storia. Un attaccante piccolo e tarchiato di nome Erol Keskin spedisce in rete l’ultimo pallone della partita e del poco felice Mondiale della Corea del Sud: in quest’ultima partita, ne hanno prese sette dalla Turchia; poco meglio delle nove rimediate tre giorni prima dalla fortissima Ungheria. Nessun gol segnato, nessun punto conquistato, la Corea del Sud torna a casa sconfitta ma con uno strano senso di soddisfazione: meno di un anno prima il loro paese era in guerra, mentre adesso è una delle terre del calcio, e la seconda squadra asiatica ad aver disputato un Mondiale.

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Storia di un esodo: la Turchia

Quando, nell’estate del 1995, il Torino annunciò l’acquisto di Hakan Şükür, a molti parve una bizzarra scommessa: Şükür non aveva ancora 24 anni, ma veniva da alcune ottime stagioni nel Galatasaray. Ma il calcio turco restava un terreno inesplorato che stuzzicava poco gli scettici tifosi europei, nonostante le ottime prestazioni offerte negli anni appena precedenti dall’attaccante Kubilay Türkyilmaz con la maglia del Bologna. Però, si trattava pur sempre di un turco nato e cresciuto in un paese calcisticamente più sviluppato, la Svizzera; un po’ come Erdal Keser, buona punta del Borussia Dortmund degli anni Ottanta, che era cresciuto nel bacino della Ruhr e sarebbe stato il capostipite dei calciatori turco-tedeschi, di cui oggi fanno parte Mesut Özil e İlkay Gündoğan.

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