Il calciatore che uccise Mussolini

La mattina del 27 aprile 1945, una colonna motorizzata tedesca in fuga oltre confine venne fermata da un posto di blocco partigiano nei pressi di Dongo, lungo le sponde della parte settentrionale del lago di Como. I partigiani della 52a Brigata Garibaldi “Luigi Clerici” acconsentirono a lasciare passare la colonna solo dopo una perquisizione. Un guerrigliero di 37 anni, conosciuto come Pietro Gatti, avvertì il comandante nazista che il ponte della Vallorba e il ponte del Passo erano stati minati, e che non c’era modo di passare senza il consenso dei partigiani: non era vero, ma bastò a convincere i tedeschi a lasciar perquisire i mezzi. In un camion Urbano “Bill” Lazzaro riconobbe Benito Mussolini, nascostosi sotto una coperta e mascherato con una divisa della Wehrmacht, codardo in fuga assieme alla sua amante Claretta Petacci e a sei ministri della Repubblica Sociale Italiana. La colonna tedesca proseguì senza quegli otto.

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Messi al Como: Il grande abbaglio

Estate 2002. Un signore argentino si presenta sulle sponde del lago di Como – località di villeggiatura preferita dei ricchi di mezzo mondo – assieme al figlio adolescente. A vederlo, il ragazzo, pare tutto tranne che un calciatore, così piccolo e tracagnotto. Il talento c’è, è evidente – dice lo staff delle giovanili del club locale – ma con una simile struttura fisica non diventerà mai un giocatore decisivo. E così, il Como scarta Lionel Messi.

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