Argentina, 1948: il calcio in sciopero

Era il 10 novembre 1948, quando un gruppo di calciatori che si firmavano Futbolistas Argentinos Agremiados rilasciò un comunicato a dir poco sconvolgente: non sarebbero scesi in campo, la domenica seguente, interrompendo così il campionato prima della fine. Da anni vedevano i loro club diventare sempre più ricchi con l’aumento degli introiti dei biglietti, mentre i loro stipendi restavano gli stessi, e alla scadenza del contratto non avevano la libertà di scegliere dove trasferirsi. Si erano già lamentati con l’AFA, la Federcalcio argentina, ma erano stati ignorati. Così, avevano deciso di scioperare.

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Sanon e i sogni di Haiti

L’evento simbolo di una carriera si compì pochi istanti dopo il fischio d’avvio del secondo tempo, quando un’improvvisa verticalizzazione colse impreparata la difesa dell’Italia. Luciano Spinosi gli si gettò addosso con le mani, perché era troppo lento per stargli appresso, e Sanon se lo trascinò dietro fin quasi a farlo cadere, entrò in area e battè Zoff in uscita. Il portiere della Juventus non prendeva gol da 1.142 minuti in partite internazionali con la maglia azzurra: ci si domandava quale fenomeno avrebbe posto fine al suo record, e invece arrivò un 22enne ragazzo nero dai sobborghi di Port-au-Prince.

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Storia di un esodo: l’Olanda

Anche se se ne parla molto di rado, la grande storia del calcio olandese non nasce con il totaalvoetbal degli anni Settanta, e nemmeno con la prima finale di Coppa dei Campioni raggiunta dall’Ajax nel 1969. In epoca di calcio decisamente non-totale, i Paesi Bassi erano già riusciti a ottenere alcuni importanti risultati internazionali, concentrati nei primi tre decenni del Novecento. Ma solo diverso tempo dopo i loro campioni si sarebbero riversati nei principali campionati europei.

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Essere Antoine Griezmann

La Francia ha sempre avuto un rapporto ambiguo, con Antoine Griezmann. Forse perché un talento così eccezionale è riuscito, non si sa come, a passare inosservato dalla ramificata struttura del calcio giovanile transalpino, finendo a vivere da esule oltre confine fin da quand’era un ragazzino. È un francese strano, Griezmann, spesso frainteso (come d’altronde pare essere sempre stato frainteso al Barcellona, dove gioca, senza per la verità il successo sperato, dal 2019).

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